L'assurdo comando devoto
L’ASSURDO COMANDO DEVOTO
Quando andavo solerte nel letto a dormire, nell’ attesa che il giorno apparisse diverso, senza l’impegno di pormi pensoso a sentire che cosa in coscienza rimanesse sommerso,
nemmeno del sogno mi rifacevo speranza che forte lui fosse a ridonarmi il sospiro, un fervore potente di dovuta importanza per ciò che sublime può darti il respiro.
Il sorriso di vita dall’alba al tramonto perché l’umano percorso spesso smarrisce? Se così è diffusa questa assenza a risconto, non sarà che sia vita seppure ruggisce?
Quale gran corso si dispiega nel mondo, dove appare fortuna ora avere allegria, se il soffrire e morire è tanto fecondo quanto viver gioendo in gran sintonia?
E’ strano il rimando del comando devoto a pena dura eterna dopo il tanto patire, quanto il dono sperato di tanti ex-voto: aver doppio in salvezza l’eterno gioire!
Francesco GHEZA
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