LA NEVE: otto anni dopo
LA NEVE: otto anni dopo
S’è arrossata la neve di sangue straziante, s’è incupita nel pianto del tuo cuore ferito.
Prima la neve d’incanto ti aveva sorpresa, poi lasciata nel pianto, da arcano presagio.
Solo il mutar di visione, che prima bella t’appare, può ricambiar in orrore ciò che prima è splendore
Una fanciulla nel fiore di un’esistenza che esplode non può esser rapita da così inesorabile schianto!
Non può un cuore in amore, dagli splendidi sogni, ritrovarsi smarrita da tanto improvviso dolore!
Quale nuovo traguardo potrà riporsi in attesa d’una vita incantata verso un futuro migliore?
Quale sforzo tremendo può ristabilire la pace, se la figura del padre vien inaspettata mancare?
Ci vogliono anni, con lo smarrimento in agguato, a ristabilire di forza nuova esistenza tranquilla.
Se io ti avessi incontrata in amore a vent’anni, quale stesso or sono dal cuore grande e sincero,
con minor sofferenza avresti affrontato la sorte, avrei diviso con te tutta l’angoscia tremenda.
Un nuovo candido manto al tuo sguardo, di neve, riapparirà in splendore non più strazio arrossato.
Alla figura tua bella s’aggiungerà dolce il sorriso: ed in forma completa più non sarai “metà donna”.
Francesco GHEZA
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