Mister "Quando quando quando" festeggia a Roma il suo compleanno
di Anna de Martino
Ha ancora quella faccia da ragazzino, anche se non ha più il suo celebre ciuffo ma porta ora un lungo codino, Mister “Quando quando quando”, ovvero, Tony Renis – nome d’arte del più semplice, e plebeo, Elio Cesari – che ha festeggiato l’altra sera a Roma, al Villaggio Vip del Tennis, i suoi splendidi 63 anni con una ristretta cerchia di amici scelti dalla bella Tiziana Rocca che ha organizzata la cena in onore dell’amico “americano”. Accompagnato dalla moglie Elletra Morini, ex stella della Scala di Milano, il golden boy della musica italiana ha salutato, tra gli altri, il giornalista sportivo Fabrizio Maffei, Antonella Clerici, Mita Medici, Milly Carlucci con il marito, Franco Nero, Elsa Martinelli, il paroliere Alberto Testa che con Renis ha scritto tanto canzoni, Patrizia Caselli, Massimo Giletti, Benedicta Boccoli con il fidanzato Maurizio Micheli, Adriano Panatta. Tony, da anni trasferitosi a Los Angeles, non dimentica comunque le sue radici e, appena può, torna nella madre patria. E’ strana, infatti, la carriera di questo ragazzo milanese cresciuto a pane e pallone, che sognava di diventare calciatore come Sandro Mazzola (che tra l’altro era nella sua squadra). Poi, i suoi sogni s’infrangono con un problema al ginocchio. Comincia a cantare nelle balere della Brianza, spesso in coppia con un’altro che farà una grande carriera: quell’Adriano Celentano che, allora, canta e imita Jerry Lewis, mentre Tony imita Dean Martin. Nel ’62, a 24 anni, diventa famoso con “Quando quando quando”, un motivetto orecchiabile e senza pretese che però svetta subito in cima alle classifiche ed arriva quarto a Sanremo. L’anno dopo, però, vince il Festival con la canzone “Uno per tutte”, di cui non si ricorda più nessuno. Nel frattempo, “Quando quando quando” ha oltrepassato l’Oceano ed è diventato un successo anche negli States, cantato da Pat Boone e Dean Martin. Conosce Mina e s’innamora di lei (ma lui spiega che non ha mai avuto il coraggio di rivelarsi) e le scrive una delle sue canzoni più belle, “Grande grande grande”, mentre diventa uno dei protagonisti del piccolo e grande schermo, con 18 film all’attivo. Filmetti dell’epoca, nati sulla scia di un successo discografico. Poi sparisce. Per anni frequenta il jet set, quello che gira tra Montecarlo e Saint Moritz. Nel 74, decide di trasferirsi a New York. Pochi mesi dopo, è già a Los Angeles, alloggiato in un grande albergo frequentato dai vip di Hollywood. Lì conosce Frank Sinatra, Stewie Wonder, Quincy Jones, ma anche i Gambino ed altri nomi altisonanti della mafia italo-americana. E diventa manager e produttore di canzoni. Scrive musica per film ma anche canzoni per Barbra Streisand, Julio Iglesias (che produce) e frequenta gente come Ronald e Nancy Reagan, Gregory Peck, Kirk Douglas e Charlton Heston. Produce anche Lionel Richie, Andrea Bocelli, Celine Dion. E si deve a lui il successo del duo Pavarotti-Dion con “The Prayer”, la canzone tratta dalla colonna sonora del film “La spada magica” che, due anni fa, gli è valso il Golden Globe. Senza dimenticare che c’è ancora il nome di Tony Renis dietro il rilancio di Trini Lopez, Mr. La Bamba, che con l’album “Aylole Aylola”, ha spopolato l’anno scorso. Dalle stradine della periferia milanese, il ragazzo con il ciuffo è arrivato ad essere l’italiano più famoso e potente del music-business americano.
Tony, ed ora cosa ti resta da fare? <<Tantissime cose ancora. Sto preparando la produzione di un singolo di Trini Lopez, con “Cancion Azul” (firmata dallo stesso Renis, insieme con Testa e Mogol, ndr), e poi, torno la prossima settimana a Los Angeles per impostare la strategia dei prossimi Oscar. Spero di avere qualche nomination per riuscire a portarmi finalmente a casa l’agognato Oscar. Ancora, sto preparando l’uscita del libro autobiografico di mia moglie, previsto per ottobre con Mondadori, in cui racconterà non solo della sua vita da stella della Scala, ma anche delle persone che abbiamo conosciuto in America. Infine, produrrò una fiction sulla danza. Non mi sembra che stia con le mani in mano>>. Ma tornare a cantare? <<Smettere di cantare, 24 anni fa, è stata una scelta; anche se devo dire che ho ancora uno zoccolo duro di fans che mi richiama all’ordine ogni volta che vengo in Italia. Chissà! Speriamo che non mi decida quando sarà troppo tardi...>>.
|
Vuoi contattare l'autore di questo articolo o avere maggiori informazioni sull'argomento trattato? CLICCA QUI
I commenti su questo articolo : Leggi o lascia un tuo commento su questo articolo
Sebbene il contenuto dell'articolo sia stato controllato per contenuti non idonei lo staff di tuttoNet.com non si assume alcuna responsabilita' sul testo e sulle immagini in esso contenute come riportato nelle condizioni di utilizzo dei servizi di tuttoNet .
|