Esce venerdì in Italia il film evento della stagione "Pearl Harbor"
di Anna de Martino
Chissà se succederà come negli Stati Uniti dove il colossal “Pearl Harbor”, uscito la settimana scorsa negli States preceduto da un battage pubblicitario notevolissimo, nel primo week end di programmazione non ha avuto il risultato sperato. Sarà per le inmancabili polemiche che hanno accompagnato l’uscita della pellicola, riguardanti presunti attachi alla comunità gialla che in America è molto numerosa, oppure per la non rispondenza totale ai fatti reali accaduti quel 7 dicembre del 1941. Ma la stessa Disney si è affrettata a spiegare che il film non è un documentario ma un tributo a tutti quelli che hanno condiviso quel drammatico frangente storico e che, al centro della vicenda, è l’intensa storia d’amore tra la bella infermiera Kate Beckinsale (“Molto rumore per nulla”) e i due audaci piloti interpretati da Ben Affleck (“Shakespeare in love”) e Josh Hartnett (“The Faculty”), entrambi innamorati di lei. La guerra è solo lo sfondo... Da noi, la mega produzione targata Disney uscirà venerdì, distribuito da Buena Vista, con l’intento dichiarato di battere il record di “Titanic”, per controbilanciare i 300 miliardi di costo dell’evento cinematografico dell’anno. Diciamolo subito: è un buon film da vedere, che vale senz’altro il prezzo del biglietto. Un po’ “polpettone”, molto americano, spettacolare al massimo, drammatico ed anche divertente in certi momenti, romantico quanto basta. Ottimamente diretto da Michael Bay (tra i suoi film più noti, “The Rock” e “Armageddon” in cui aveva già lavorato con Ben Affleck), il film ha spettacolari effetti speciali (della Lucas), soprattutto quelli dell’attacco giapponese a Pearl Harbor, e mischia pagine di documentari al film per renderlo più realistico. Molto bella anche la fotografia. La storia ormai è arcinota. Rafe McCawley (Affleck), bravissimo pilota americano è innamorato di Evelyn Johnson, infermiera della marina militare statunitense. Ma il loro amore appena sbocciato si scontra con il destino personale di entrambi e con quello di un’intera nazione ormai sull’orlo della guerra, anche se il Congresso degli Stati Uniti non ha nessun’intenzione di votare la partecipazione dell’America, pur chiesta dal Presidente Franklin D. Roosevelt (un incredibile Jon Voight, quasi irriconoscibile e bravissimo). Ma Rafe freme e si offre volontario nella Raf inglese pur di dare il suo contributo. Nel frattempo, Evelyn con altre infermiere viene mandata di stanza alle Hawai. Anche Danny Walker (Hartnett), il migliore amico di Rafe, è spedito a Pearl Harbor. Poi, un giorno arriva la notizia che l’aereo di Rafe è caduto in mare durante una missione. Evelyn piange per mesi il suo amore e la sua unica consolazione è poter parlare di lui con Danny. Piano piano i due giovani si innamorano. Poi, improvvisamente riappare Rafe che non era morto. Stupore, rabbia, scazzottate, pianti. Ma non c’è tempo di pensare a questo perché è l’alba del 7 dicembre e nel cielo si stagliano gli squadroni giapponesi. Tra pochi attimi, comincerà l’inferno. Quasi tre ore di film per ricostruire l’attacco che, 60 anni fa, trucidò 2400 persone, affondò 18 navi (tra cui l’Arizona, orgoglio degli Sati Uniti), distrusse 188 aerei e fece circa mille dispersi, oltre a mettere in ginocchio la flotta americano. Ma fu anche il momento in cui gli Stati Uniti, feriti nell’orgoglio, decisero di entrare in guerra. Per realizzare questo film, la produzione ha fatto riscostruire al computer ben 300 aerei. Ha scritturate più di mille comparse, molte delle quali marinai attualmente di stanza nel Pacifico, autorizzati dallo stesso ministero della Difesa; mentre l’esercito americano ha messo a disposizione quattro basi militari hawaiane. Da ricordare infine un cast d’eccezione che vanta, oltre ai protagonisti, anche Alec Baldwin, Cuba Gooding Jr, Dan Aykroyd, Scott Wilson, Mako (“Sol Levante”) e Cary Hiroyuki Tagawa (“L’ultimo imperatore”).
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