di Anna de Martino
Si è conclusa ad Acquappesa in provincia di Cosenza la prima edizione dell’AcquaFestival, una manifestazione cinematografica interamente dedicata al doppiaggio – ed è la prima del genere in Italia – promossa ed organizzata dal Comune per meglio far conoscere questa bella località a metà strada tra i monti ed il mare e le meravigliose qualità terapeutiche delle sue acque termali. Il premio “La Sirenetta” (una piccola scultura di corallo rosa e argento proveniente da Torre del Greco) alla carriera è stato consegnato quest’anno a Vittoria Febbi, Maria Pia Di Meo ed Elio Pandolfi; mentre Luca Ward è stato premiato come migliore voce maschile per “Il Gladiatore”. La Febbi, voce ufficiale di Liv Ullman, iniziò il suo primo doppiaggio importante con “Alice nel Paese delle Meraviglie”, film della Disney del 1951, in cui era Alice. Tra le innumerevoli attrici doppiate da lei, troviamo Geena Rowlands, Diane Keaton, Jessica Lange, Carmen Maura, Julie Walters in “Billy Elliot”, mentre è sua la voce narrante di “Chocolat”. Maria Pia Di Meo, invece, è la voce ufficiale di Shirley McLaine. Figlia d’arte, inizia la sua carriera di attrice a cinque anni accanto a Vittorio Gassman. A 12 anni, lavora già per la radio e la televisione. Sua la voce di Meryl Streep in molti film, così come quella di Barbra Streisand. Ha doppiato anche, tra le tante, Susan Sarandon, Catherine Deneuve, Glenn Close, Cher e Patricia Millardet. In quanto ad Elio Pandolfi, la sua versatilità di attore eccletico, arguto e divertente, è nota. E’ passato indifferentemente dal teatro al cinema, dalla commedia musicale alla televisione, alla radio ed al varietà televisivo, senza dimenticare l’operetta. Con la sua voce capace delle trasformazioni più strane ed impensabili, doppia bambini e cartoni animati (Paperino e Braccobaldo, ad esempio), donne, vecchi e giovani (Stan Laurel). Soltanto in “Otto e mezzo” di Fellini, ha prestato la voce ad una mezza dozzina di personaggi. Memorabile, inoltre, la voce di Joel Grey in “Cabaret”. Luca Ward, infine, anche lui figlio d’arte ha iniziato da bambino il doppiaggio. La sua voce è stata scelta espressamente sia da Ridley Scott, regista del “Gladiatore”, che dallo stesso Russel Crowe. Ma Ward, con la sua voce calda e sensuale, ha doppiato praticamente tutti i grandi del cinema americano: da Keanu Reeves ad Antonio Banderas, da Sam Neil a Hugh Grant, Liam Neeson, Alec Baldwin, Pierce Brosnan, Samuel L. Jackson, Andy Garcia e Jean Claude Van Damme. Nella tre giorni di lavori del Festival, oltre a proiezioni di “chicche” praticamente introvabili – come una versione di “Biancaneve e i sette nani” del 1938, con la colonna sonora ricavata da un’edizione pirata del film in super 8, realizzata negli anni ’80 a partire da una copia a 35 mm in ottimo stato da Nunziante Valoroso, avvocato napoletano, studioso ed appassionato oltre che uno dei maggiori esperti italiani di Walt Disney - si è parlato molto del “mestiere” e della Storia del doppiaggio. Molto interessante, ad esempio, la relazione di Gerardo Di Cola, insegnante di Fisica e Chimica in un liceo di Pescara ma appassionato di Storia del doppiaggio, che ha illustrato alla platea come nacque il mestiere del doppiatore in Italia. <<Il primo film italiano parlato, spiega Di Cola, è del 1930: “La canzone dell’amore”. A quel tempo però, il nostro Paese, che contava circa 40 milioni di abitanti, aveva un alto tasso di semianalfabetismo. Grandi difficoltà, quindi, a leggere i film sottotitolati e quasi nessuno o pochissimi erano in grado di capire l’inglese. Così si rese necessario doppiare i film stranieri. Nel 1935, vengono fissate le regole per il doppiaggio: somiglianza fisica tra doppiatore e doppiato, dizione perfetta, capacità recitative inusuali, voce duttile, dai timbri particolari, disponibilità e modestia. Tant’è che all’inizio, quasi tutti i nostri grandi attori furono doppiati da altri grandi dell’epoca. Vittorio Gassman da Emilio Cigoli, Raf Vallone da Giulio Cataldi, Anna Maria Ferrero da Rosetta Calavetta (che sarà poi la voce ufficiale di Marilyn Monroe), la Lollobrigida da Andreina Pagnani, Marcello Mastroianni da Gualtiero Marchesi, ma anche da Nino Manfredi e da Alberto Sordi che, a sua volta, fu doppiato agli inizi>>. Un Festival, questo, molto originale ed interessante e che, come spiega Matilde Tortora, direttore artistico (nonché ideatrice) della manifestazione, oltre che professoressa al Dams della Calabria, <<ci consentirà un approfondimento sui temi connessi alla traduzione, all’adattamento, al doppiaggio del futuro prossimo, con un’attenzione alle tecniche connesse e consentite oggi dal multimediale e da ogni moderna tecnologia, per rendere un doveroso omaggio a questo meraviglioso mestiere in cui l’Italia primeggia in quanto a qualità>>.
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