Esce il 24 agosto l'attesissimo "Final Fantasy" nato dal videogioco omonimo
di Anna de Martino
Di “Final Fantasy” – il film che la Columbia TriStar distribuirà nelle sale dal 24 agosto prossimo – si è già parlato molto. Alcuni prevedono che questo lungometraggio, che ha per protagonisti attori digitali usciti direttamente dal videogioco omonimo, sia precursore di altri film senza più attori in carne ed ossa. Per la verità, a noi non sembra che un ipotesi del genere possa mai essere presa in considerazione per il futuro. Hironobu Sakaguchi, regista del film nonché papà del celebre videogioco arrivato ormai alla sua decima edizione con oltre 33 milioni di copie vendute in tutto il mondo, ha certamente fatto le cose in grande stile per realizzare quello che lui considerava il suo sogno: creare qualcosa in grado di fondere l’eccezionale livello tecnico raggiunto dai giochi interattivi con le possibilità espressive della cinematografia tradizionale. Questo film si avvicina sicuramente molto a questo sogno. Però… rimane un grande cartone animato… Certo, piacerà assolutamente a quelle 33 milioni di persone che amano (e comprano solitamente) i videogiochi di Final Fantasy e che si sono appassionati ai personaggi complessi e sempre nuovi della serie e alle sue trame coinvolgenti in cui vengono trattati i temi universali dell’amore, dell’amicizia, del sogno, ma anche dell’avventura, della vita e della morte. Questo film, ambientato sul pianeta Terra, ripropone il tema universale della lotta fra l’uomo e la natura, aggiungendo alcuni elementi che fanno parte delle filosofie orientali, come ad esempio, lo spunto mitologico secondo il quale la Terra e tutti gli esseri viventi sono dotati di uno spirito che può essere deteriorato o distrutto. Siamo dunque in un futuro più o meno lontano. Gli alieni – specie di ectoplasmi mostruosi che si nutrono degli spiriti dei morti – hanno invaso la Terra; ed i pochi esseri umani rimasti devono trovare il modo di sopravvivere all’invasione letale e riprendersi il pianeta. La dottoressa Aki Ross (la cui voce italiana è quella di Michaela Esdra e quella originale di Ming Na, attrice che ha già prestato la sua voce a “Mulan” e che lavora in “E.R”) ed il suo mentore, il dottor Sid (doppiato in italiano da Giorgio Lopez ed in inglese da Donald Sutherland), stanno sviluppando una soluzione organica a quello che viene ritenuto un problema da affrontare solo con mezzi militari. Ma il dottor Sid ha una sua teoria secondo la quale ogni essere vivente ha in sé onde spirituali che possono essere controllate; e sta lavorando alla realizzazione di un’onda per contrastare le forze aliene. Aki e il dottor Sid stanno raccogliendo una serie di esemplari organici i cui spiriti, messi insieme, dovrebbero formare un’onda di intensità uguale e contraria a quella degli alieni per riuscire a neutralizzarsi a vicenda disinnescando il contagio. I due scienziati hanno già raccolto sei degli otto spiriti chiave necessari e sono alla ricerca degli ultimi due. Ma Aki non ha più molto tempo perché anche lei è stata contagiata dal morbo alieno e riesce a sopravvivere solo grazie ad una rozza procedura di incapsulamento. Nello svolgere la sua missione, Aki potrà contare solo sull’aiuto del coraggioso capitano Gray Edwards (voce originale di Alec Baldwin, voce italiana di Manlio De Angelis) e della sua banda. Nel frattempo, il generale Hein (James Wodds e Roberto Chevalier) propone di usare il “cannone Zeus”, una potente arma spaziale altamente distruttiva. Aki e Sid si oppongono alla proposta di Hein non solo perché gli effetti sull’ecosistema terrestre sono sconosciuti, ma anche perché sospettano che il cannone possa dare vita ad altri alieni. Ora la battaglia non è più solo contro gli alieni, ma anche tra umani che hanno ideali diversi. Ci sono voluti quattro anni per condurre le necessarie ricerche, sviluppare e creare “Final Fantasy”; e lo studio della Square ad Honolulu di cui il regista Hironobu Sakaguchi è vice presidente esecutivo, ha impiegato ben 200 dei migliori animatori e grafici del mondo che hanno lavorato con la tecnologia più sofisticata del mondo. Per la cronaca, la parte dell’eroina Aki più complessa da realizzare è stata la capigliatura. Infatti, il software con cui sono stati realizzati i capelli ha “analizzato” singolarmente ognuno dei 60 mila capelli del personaggio, determinando anche il movimento e l’interazione con la luce.
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