Driven: un film spettacolare,ricco di adrenalina ma con una morale finale
di Anna de Martino
Ambientato nel rischioso, stimolante, patinato mondo della Formula Uno, è un film che fa scorrere l’adrenalina a 300 all’ora, questo “Driven”, che la Warner Bros distribuirà in tutta Italia a partire dal 24 agosto, anche se sono previste anteprime in diverse località balneari per Ferragosto. Ma è, soprattutto, un film “anomalo” per Silvester Stallone che, non solo ne è l’interprete - seppure in un ruolo di secondo piano – ma anche l’ideatore del progetto, che lo vede qui nelle vesti di soggettista, sceneggiatore e produttore. Insomma, un progetto che gli stava molto a cuore ed in cui ha messo i soldi e l’anima. Jimmy Bly (Kip Pardue, praticamente sconosciuto da noi) è un giovanissimo pilota, ricco di talento, ma poco concentrato, che sta scivolando verso il basso della classifica, schiacciato dalle ambizioni di suo fratello DeMille (Robert Sean Leonard, visto in “L’attimo fuggente” e “The killer”) che gli fa da promoter. Oltretutto, Jimmy ha anche una travagliata storia d’amore con Sophia (la bellissima modella Estella Warren che vedremo presto anche ne “Il pianeta delle scimmie”), la ex ragazza del campione Beau Brandenburg (Til Schweiger, “Judas kiss”) suo avversario in pista. Per cercare di rimediare, il proprietario della scuderia, Carl Henry (un Burt Reynolds troppo “tirato” dalla chirurgia plastica) si rivolge a l’ex campione, Joe Tanto (Stallone), uscito ormai dai circuiti a causa di un incidente che ha rischiato di uccidere lui ed un altro pilota. Ma per portare il giovane Bly alla vittoria, Joe dovrà superare il suo doloroso passato, muoversi con accortezza nei confronti della temibile giornalista Lucretia Jones (Stacy Edwards, “Sai che c’è di nuovo?”, “Black & White”) che sta analizzando il mondo maschile delle corse, oltre a tenere a bada la sua ex moglie Cathy (Gina Gershon, “Face/Off”, “Bound-Torbido inganno”), ora sposata con un altro pilota, Memo Moreno (Cristian De La Fuente, una delle star più famose dell’America Latina. Ha appena finito di girare l’ultimo film di John Carpenter “Vampires: Los Muertos” insieme con Jon Bon Jovi). Pressati da successo, fallimenti, rimpianti e desiderio di correre, i quattro piloti di questa storia spingono al massimo l’acceleratore all’inseguimento di stimoli sempre più intensi, pur con lo spettro della morte dietro ad ogni curva. Ci sono voluti otto mesi, cinque paesi e nove circuiti per girare “Driven”; ed il film, tra l’altro, presenta gli inseguimenti e le sequenze di corse più veloci mai filmati, oltre ad utilizzare una tecnologia all’avanguardia per simulare il punto di vista di chi guida a 300 all’ora. E allo spettatore, infatti, sembra proprio di stare sul sedile del pilota. Senza parlare degli spettacolari incidenti che lasciano incollati alla sedia e con il cuore in gola. Però questo film non è solo un bel film sulle corse automobilistiche. E’, sì, ricco di azione, ma è anche molto concentrato sui personaggi. Stallone, infatti, ci ha messo cinque anni a scrivere la storia, perché quello che lo interessava era ciò che c’era dietro la vita di un pilota da corsa: lo sforzo fisico, la concentrazione assoluta per due ore, la tenacia, la paura. Ecco, “Driven” descrive in modo molto preciso e verosimile il modo in cui ogni pilota cerca di gestire lo stress, le sconfitte, l’amore e i danni di come questo influisca sulle sue prestazioni al volante. E’ anche un film sull’amicizia, il successo, la fama, il riscatto e l’amore. <<Comunque - racconta il regista e produttore Renny Harlin, che non è nuovo a film d’azione dopo aver girato “Blu profondo”, “58 minuti per morire” e “Cliffhanger” con lo stesso Stallone – ho voluto offrire al pubblico un’esperienza da capogiro. Ho voluto che sapessero cosa significa essere un concorrente, non uno spettatore>>. Per il film, Stallone e Harlin hanno chiesto aiuto ai migliori piloti di Formula Uno e Indi/Cart. E molti hanno anche partecipato al film, come Jacques Villeneuve, Jean Alesi, Max Papis, Kenny Brack, Christian Fittipaldi, Mauricio Guggelmin, Paul Tracy, Juan Montoya, Michael Andretti, Luiz Garcia Jr. e tanti altri. Vedremo se il pubblico saprà riconoscerli tutti.
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