Nostalgia degli anni '70 con "Alla rivoluzione sulla due cavalli"
di Anna de Martino
E’ uno simpatico e divertente road movie attraverso l’Europa degli anni Settanta, alla Jack Kerouak per intenderci, l’opera seconda del regista barese Maurizio Sciarra, “Alla rivoluzione sulla due cavalli”, vincitrice del recente Festival di Locarno. In realtà, il film uscirà sugli schermi solo nel tardo autunno, ma c’è stata ieri sera a Roma un’affollatissima anteprima, nell’ambito della manifestazione dell’Estate Romana “Cinema a Piazza Vittorio” che, fino al 29, porterà nella celebre piazza romana una rassegna speciale intitolata “Locarno a Roma”, dove verranno proiettati 11 dei film vincitori e più significativi del Festival Elvetico. Una rassegna fortemente voluta dall’ANEC Lazio (L’Associazione che riunisce gli esercenti cinematografici), realizzata in collaborazione con il Comune capitolino, con il patrocino del Festival di Locarno ed il sostegno del Dipartimento dello Spettacolo del Ministero per le attività culturali. Siamo a Parigi alla vigilia del 25 aprile del 1974. Due venticinquenni esuli politici, amici per la pelle, l’italiano Marco (Adriano Giannini, figlio del grande Giancarlo, a cui assomiglia moltissimo) ed il portoghese Victor (Andoni Gracia, che ha vinto a Locarno il Pardo di Bronzo come migliore attore), dividono un piccolo appartamento. Il giorno prima in Portogallo, la Rivoluzione dei Garofani ha messo fine ad una delle più lunghe dittature d’Europa. I nostri due protagonisti, spinti dalla voglia di assistere ad un evento storico, s’imbarcano per un viaggio verso Lisbona sulla mitica due cavalli color giallo canarino di Marco. Auto che, a torto o a ragione, ha segnato un’epoca. Durante il viaggio, i due amici si fermano a Bordeaux per vedere Claire (la bellissima Gwenaelle Simon), ex fidanzata di Victor, ora sposata e madre di un bambino. Claire coglie l’occasione per spezzare per qualche giorno la monotonia della sua vita quotidiana e decide di unirsi a loro. A bordo dell’emblematica auto, il trio si dirige verso Sud, attraversando paesaggi sublimi, vivendo avventure e ricreando il clima epico della loro vita di studenti. Dopo mille difficoltà riusciranno a varcare la frontiera ma, al loro arrivo a Lisbona, il confronto con la realtà della “rivoluzione” li aiuterà a chiudere per sempre il capitolo dell’adolescenza per entrare nell’età adulta. Il film, ottimamente diretto da Sciarra, ripercorre quegli anni intrisi di musica e di ideali che hanno segnato un’intera generazione. Ci sono momenti di autentica liricità nella fotografia di Arnaldo Catinari e le canzoni degli anni Sessanta – come la mitica “Layla” di Eric Clapton che ha dato per la prima volta l’autorizzazione ad usarla, o l’altrettanto mitica “La Bambola” di Patty Pravo (cantata in spagnolo) o ancora brani degli Allman Brothers e di Zeca Afonso, eroe della rivoluzione portoghese – accanto alle musiche di Lele Marchitelli, contribuiscono a ricreare l’atmosfera di un periodo in cui le parole d’ordine erano pace, amore e libertà. <<Gli anni Settanta, spiega Maurizio Sciarra – presente all’anteprima di piazza Vittorio – ci vengono presentati come anni cupi, segnati dal terrorismo. Ma per me e per molti altri, furono anni di felicità, momenti di amicizia e solidarietà, di adesione a idee che portarono milioni di giovani ad unirsi e a partire alla scoperta del mondo. Aspetto, questo, a cui secondo me il cinema italiano si è interessato molto poco>>. Nel cast, in due bei cammei, il cantautore francese di origine greca Georges Moustaki e l’attore portoghese Francisco Rabal.
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