La religione dell'antica Roma
Mi chiamo Andrea, vivo a Livorno e sono un Quirite Romano, cioè seguo la religione dell'antica Roma.
Quando avevo 12-13 anni cominciai a interessarmi della religione e della cultura dell'antica Roma e da allora ho raccolto tutto ciò che ho trovato e ancora trovo sul culto degli dèi, sia attraverso le opere degli antichi scrittori latini e greci, sia leggendo i testi dei moderni studiosi (Dumezil, Carandini, Del Ponte, Quilici), nelle biblioteche e nelle librerie. Questa ricerca è necessaria perché nella religione romana non esistono testi sacri da studiare, come possono essere la Bibbia o il Corano, e d'altra parte non si può inventare nulla nel culto degli dèi perché la religione romana si è formata in secoli di esperienza religiosa del popolo romano e ciò che fu stabilito dagli dèi deve essere rispettato.
Naturalmente continuo a vivere la mia vita normalmente (non vado in giro in toga, non rivolgo la parola in latino agli altri, né sacrifico capretti in mezzo alla strada!): mi comporto come qualsiasi altra persona della mia città, con i suoi pregi e i suoi difetti e prego gli dèi immortali dentro di me affinchè mi aiutino a superare i problemi piccoli e grandi della vita, e devo dire che fino ad ora mi hanno sempre aiutato. Oltre a questo seguo i principi etici tradizionali romani, idealizzati da Cicerone, Catone, Tito Livio, principalmente la moderazione in tutte le cose, la semplicità, la costanza, la modestia. Inoltre ho studiato le principali vie filosofiche del mondo greco-romano (come d'altronde facevano i nostri padri fin dal II secolo a. C.) e ho trovato che lo Stoicismo ( di cui il manuale di Epitteto è la guida più facile) è quello che più si avvicina ai miei principi tradizionali.
Mi trovo però in una situazione particolare: mentre adesso anche le sette più assurde non solo hanno diritto di cittadinanza (e questo è giusto perché ognuno ha diritto a credere in quello che vuole) ma trovano anche spazio sui media, coloro che fanno riferimento al cultus deorum sono come naufraghi in un mare in tempesta: ognuno di essi è isolato e crede di essere solo al mondo, non sa se esistono altri come lui, né dove si trovino; c'è la mancanza assoluta di qualsiasi riferimento, non esiste in tutta Italia alcuna organizzazione o associazione che riunisca persone del nostro credo, o se esiste è ben nascosta. A causa di questo e del fatto che la nostra religione "ufficialmente" non esiste più da circa 15 secoli, ognuno di noi Quiriti Romani è abbastanza restìo a dichiararsi, perché non viene assolutamente preso sul serio, per cui viene preso in giro, oppure considerato matto, o addirittura guardato con sospetto come fosse membro di qualche strana setta.
Si aggiunga a ciò, che nei libri di scuola la religione romana è descritta come un misto di superstizione e di favole, e queste balle si ritrovano scritte anche su parecchi libri cosiddetti "seri"; non parliamo poi di Internet dove la quasi totalità dei siti dedicati al Cultus Deorum sono infarciti di fesserie (anche per questo ho appena iniziato a costruire un sito dove spiegare la vera essenza della religione romana: www.geocities.com/cecinalbi). Da qualche anno però le cose stanno cambiando: gli studi di George Dumezil e di Renato Del Ponte hanno riportato alla luce la spiritualità del popolo romano, la sua convinzione dell'esistenza del divino in ogni essere vivente (uomo, animale o pianta), la sua manifestazione in vari modi, in vari luoghi della Terra e perfino nei vari momenti della vita quotidiana.
La nostra religione è data per morta: questo può essere vero per il culto pubblico, dato che non esiste al mondo un solo tempio romano intatto e aperto al culto da quando l'imperatore Teodosio li fece chiudere. Privatamente però alcuni hanno conservato il culto e continuano a pregare gli dèi immortali nel tempio della loro coscienza. Questa antica coscienza giace in un angolo dell'anima di ogni persona: alcuni l'hanno distrutta o soffocata per seguire altre religioni, alcuni invece l'hanno mantenuta viva, ma nella gran parte delle persone essa rimane latente, addormentata, come il dio Saturno, di cui si racconta che stia dormendo sull'Isola dei Beati, ma che un giorno si sveglierà per riportare l'Età dell'Oro sulla Terra.
Faccio qui un appello: se tra chi leggerà queste righe, ci sarà qualcuno che aderisce o simpatizza o è semplicemente interessato alla religione romana, mi contatti all'indirizzo Clicca qui per contattare, cosicché potremo scambiarci delle opinioni.
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