Conosci la tua provincia: trittico bresciano dalla preistoria ai nostri tempi
Conosci la tua provincia: trittico Bresciano dalla preistoria ai nostri tempi
Tre esempi di cosa possiamo fare per conoscere meglio la provincia in cui viviamo. Al centro della Valle Camonica troviamo Capo di Ponte con il Parco Nazionale delle incisioni rupestri, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità per la grande importanza archeologica e storica che rappresenta. Incisioni rupestri che risalgono a 10.000 anni fa e che ci descrivono, come in un fumetto, l’evolversi della vita quotidiana di quelli che all’inizio erano cacciatori e che poi dal 6.000 a.C. iniziarono la pratica dell’agricoltura. Nella terza epoca, fra il IV e II secolo a. C. compaiono composizioni monumentali, oggetti simbolici, dischi solari a testimonianza di un sentimento religioso. L’ultima fase coincide con l’età del ferro fino alla conquista romana, con l’incisione di scene di guerre, ma anche di lavoro nei campi e carri a quattro ruote. Fra le incisioni le più rinomate sono l’uomo con alabarda a raffigurare che la lavorazione del ferro era iniziata qui, come nella vicina Valtrompia, forse prima che in qualsiasi altra zona: tradizione millenaria che si ripete e si sviluppa fino ai nostri giorni a simbolo dell’industria bresciana. Un altro simbolo, questa volta della Regione Lombardia, è la rosa camuna: disegno inciso su queste rupi alcuni millenni fa. Scendendo dalla Valle verso il Lago d’Iseo, un’altra località dalle antiche tradizioni è Monte Isola, dove l’intreccio delle reti da pesca nasce per necessità, per la sopravvivenza dei pescatori che vissero su questa isola fin dal 500 creando una tradizione delle reti che non ha riscontri negli altri paesi rivieraschi. Passeggiando lungo l’isola è frequente incontrare pesci esposti al sole ad essiccare e che saranno poi conservati sott’olio. Finita questa immersione nelle tradizioni secolari passiamo una giornata nei Musei di Brescia. Il Santa Giulia, Museo della Città, ospiterà dalla metà di giugno la mostra: Il Futuro dei Longobardi: l’Italia e la costruzione dell’Europa di Carlo Magno. A partire dal VII/VIII secolo i Longobardi spostarono il centro dell’asse politico-culturale dal Mediterraneo al Reno e Brescia visse da protagonista questi momenti. Percorrendo un breve percorso acciottolato si raggiunge il Castello e il Museo delle Armi antiche, molte di fabbricazione bresciana, che documentano il fiorire di questa industria. Nei Musei vedremo sculture in marmo che proveniva dalle millenarie cave di Botticino: una visita che non può mancare per conoscere anche questo aspetto dell’industriosità bresciana e per apprendere le tecniche con cui, fin dal periodo romano, veniva cavato il marmo utilizzando cunei di legno. Siamo fra le antiche pievi colline e vallate dove si potranno gustare cacciagione, funghi e il tipico “spiedo” con diversi tipi di carni cotte sulla brace. Alla fine dell’estate, andiamo in Franciacorta, sulle colline moreniche a sud del Lago d’Iseo. Il nome sembra che derivi da franchae curtes nel Medio Evo, quando vi si insediarono comunità di monaci, con particolari privilegi, “franchi” di poter lavorare liberamente la terra a loro affidata. Qui si produce lo champagne d’Italia, con quattro tipologie: brut, Extrabrut, millesimato, satèn. Nel 1570 il medico bresciano Girolamo Conforto scrisse il Libellus de vino mordaci, mettendo in rilievo, ancor prima dell’abate Dom Perignon, la diffusione ed il consumo che avvenivano in questa zona di vini con le bollicine, definendoli mordaci. Solamente tre esempi di luoghi di cui abbiamo forse sentito parlare, di cui abbiamo letto o visto le immagini da lontano, ma che magari non abbiamo mai visitato, per non parlare poi del Vittoriale di Gardone, del Castello e delle Grotte di Catullo di Sirmione, le Limonaie del Garda, le Ville della pianura, ecc.. Un invito ad iniziare a conoscere prima quello che ci circonda per apprezzare storia, tradizioni, costumi ed usanze che coloriscono la nostra vita quotidiana.
A.S.
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