Kristjan Johannsson -Intervista
Oggi è il 18 maggio, sono le 18:30 e sono a casa del tenore Kristian Johannsson, di fronte ad una bellissima vista panoramica del Lago di Garda. Innanzitutto grazie per la tua grande disponibilità a concedere questa intervista.
KRISTIAN UOMO 1. cosa ti ha portato qui sul Lago di Garda e quando sei arrivato Nel 1981 da tenorino, studiavo a Mantova con Campogalliani, forse il più grande maestro vocale nella storia che ha lanciato una cinquantina di cantanti lirici fra i quali Mirella Freni, Luciano Pavarotti, tanto per citarne alcuni. Mentre studiavo, Sergio Torazzina che era presidente degli Amici della Musica di Desenzano ha organizzato un concerto per il quale il maestro ha suggerito la mia partecipazione. In quell'occasione feci un giro sul lago e ne rimasi innamorato. Dopo 5/6 anni decisi di venire a vivere con tutta la famiglia sul lago. 2. c'è qualcosa che ti manca del tuo Paese natale, l'Islanda non ho una grande malinconia, il mio è un Paese non molto generoso dal punto di vista climatico, dove è difficile vivere, sviluppare l'agricoltura, ma ha forse la pesca più grande del mondo: questa è la risorsa principale, senza la pesca non sarebbe possibile viverci.
3. nella tua vita quotidiana mantieni tradizioni ed usi tipici del tuo paese? sì piuttosto per la cucina, che mi serve anche come mio relax, terapia mentale dopo la fatica di un'opera, mi piace mettermi in cucina e preparo un riassunto, per non offendere nessuno, di piatti islandesi e cucina italiana. Soprattutto di pesce che mi arriva direttamente dall'Islanda: ho la fortuna di conoscere un grande esportatore di pesce che ogni tanto mi invia del pesce islandese, che ha un sapore completamente diverso da quello che trovo qui. Abbiamo in comune con la cucina italiana che facciamo risaltare la qualità degli ingredienti non come i francesi che mettono salse e non si capisce più niente di cosa si mangia.
KRISTIAN E LA SUA CARRIERA 4. la tua vocazione al bel canto l'hai sentita fin da bambino o hai acquisito con il tempo la consapevolezza dei tuoi mezzi. il mio povero papà era molto celebre nel nostro paese, cantava la nostra musica e qualche pezzo di operetta: aveva una bellissima voce ed è stato lui a farmi amare il canto, anche mia mamma era la direttrice di un coro femminile ed aveva una bella voce di contralto. Sono stati loro a spingermi, con l'esempio, verso questa carriera.
5. quando è stato il tuo debutto e quante e quali tappe di studio e lavoro hai dovuto superare. ho debuttato a 8 anni cantando canzoni natalizie con mio papà. Ho frequentato il conservatorio dove ho studiato la tromba e ho continuato a suonare a cantare saltuariamente, ma non seriamente. Avevo 20 anni quando ho partecipato ad una audizione per un coro maschile dove cantava già mio fratello maggiore. Lì c'era un maestro italiano che ha capito subito le mia capacità. Mi ha dato il posto nel coro, ma mi fece tornare al conservatorio per studiare canto e pianoforte.
KRISTIAN E L'OPERA 6. sul palcoscenico, alla fine di una romanza o di un atto, riesci a sentire il pubblico o sei così preso dal personaggio da non riuscirvi fino alla fine dell'opera stessa dipende, se fai bene si sente bene altrimenti non si sente proprio: noi artisti siamo un po' ridicoli in questo senso dal momento che piace a tutti un bell'applauso. Il pubblico lo senti subito, ovunque sia nel mondo.
7. le recensioni dei critici, dei giornali sono così importanti per un artista o è un mito da sfatare? la mattina sei anche tu ansioso prima di leggere i giornali? Io non sono così preoccupato di quello che scrivono i critici anche perchè alcuni se ne intendono poco. La maggior parte sono artisti falliti e purtroppo finiscono per fare gli insegnanti oppure fanno i critici; spesso sono così amareggiati da accanirsi contro chi ce la fa. Comunque ce ne sono alcuni che non hanno mai pensato di fare gli artisti, musicologi a cui che piace scrivere, che hanno una grande cultura generale: questi sono i migliori.
8. cosa pensi dei concerti di alcuni tuoi colleghi, senza fare nomi? E' giusto puntare così al grande pubblico o è meglio coltivare la vostra arte in altri modi e luoghi è giusto, ma è molto delicato e pericoloso. Questi artisti lo fanno perchè non gli interessa il 5% del pubblico, ma il 95% e naturalmente cambia anche il discorso economico, oltre alla grande fama che puoi ricevere da un concerto del genere. Secondo me il bel canto ha diritto di essere sentito da tutti, però il problema è nella scelta del repertorio; Luciano Pavarotti, con la sua splendida voce, è forse uno dei più grandi tenori della storia e non ha bisogno di cantare per esempio con Lucio Dalla e subito dopo esibirsi in "Lucean le stelle" le cose devono essere separate in modo chiaro, il repertorio va diviso da quello leggero e non vanno messi insieme. Con tutto rispetto per artisti come John Lennon, ecc. il melodramma e un'altra cosa, è come una foto di fianco ad un quadro: sono due cose diverse. Io ho partecipato ad un concerto con Rod Stewart, mi sono divertito perchè è leggero e ti puoi sbizzarrire, puoi guadagnare bene, ma è tutta un'altra cosa
9. l'Arena di Verona, e i principali teatri europei, Monaco, Vienna, sono tappe della tua carriera. A novembre sarai al Metropolitan di New York per la Tosca con la regia di Zeffirelli, presentarsi in un teatro così famoso è importante anche nella carriera di un cantante e crea delle gerarchie fra voi artisti ? sì certamente è importante e ci si arriva con la qualità che porta là dove c'è la migliore qualità, dove ci sono i migliori maestri come Levine, che secondo me è il numero uno nella lirica, ci sono le regie, le orchestre, i cori, ecc. dove c'è insomma una grande professionalità. Questi teatri non sono comparabili con quelli di provincia che organizzano forse 20 spettacoli all'anno contro i 300/350 dei più importanti.
10. La Scala di Milano è ancora all'apice mondiale e rappresenta un punto d'arrivo nella carriera di un artista? lo era, mi auguro che torni ad esserlo ancora ma nutro seri dubbi: è stato criticato moltissimo negli ultimi 10 anni. Nel nostro giro non ha più questa grande importanza come una volta. Il Metropolitan di New York è attualmente il più importante, così come in Europa quelli di Monaco, Vienna, dove è possibile presentarsi ed ottenere grandi soddisfazioni. 11. torniamo alla Tosca: parlami del tuo rapporto con questa opera, come la senti e come la vivi un grandissimo rapporto. L'ho cantata almeno 150 volte: dal più piccolo teatro di provincia fino a Vienna, al Covent Garden e adesso al Metropolitan. E' una grandissima opera, verista e romanticissima con dei momenti molto drammatici. A me piace molto dipingere o "sporcare di colori le tele", anche se prima avevo più tempo per farlo, per cui ho grande simpatia e affinità con Cavaradossi: anche lui pittore, amante delle belle donne, con le sue idee politiche; non sono un grande politico ma anche io ho idee chiare per cui mi sento un Cavaradossi come lui, ma al Metropolitan, non sarò fucilato, spero
12. lo scorso settembre a Pechino, nella Città Proibita, hai interpretato Calaf nella Turandot, un evento di risonanza mondiale. A luglio sarai ad una replica. Sì a Torre del lago Puccini per il Festival Pucciniano il 24 luglio, poi a Firenze a settembre. Questo è un ruolo dove ci saranno stati 5 o 6 tenori al mondo in grado di poterlo cantare bene e io sono fortunato ad essere uno di loro. Attualmente è molto difficile montare in scena la Turandot senza pensare a Kristian Johannsson. E' un ruolo pericolosissimo che si può interpretare non più di 10 o massimo 15 volte all'anno. Vocalmente è molto impegnativo: la musica sotto è fortissima e devi impegnarti al massimo. La parte più "carogna" è anche la meno bella: è l'ultima del terzo atto che non ha niente a che fare con Puccini, che è morto prima di finirla: è stato Alfano a completarla. Lì secondo me è la parte più gridata e l'orchestra è pesantissima, sempre al massimo ed è difficilissimo e se cerchi di risparmiarti il pubblico se ne accorge immediatamente. Puccini era famoso per il romanticismo, anche se ironico, con cui creava la sua musica, ma c'era sempre l'amore di fondo: qui non c'è l'amore come nel resto dell'opera e io trovo difficoltà a gridare in faccia ad una donna che l'amo.
13. c'è in assoluto un'opera che ti piace di più è facile: per me il più grande capolavoro è l'Otello, tecnicamente e vocalmente è grandiosa. Emotivamente la Tosca, ma quella che mi da più soddisfazione ed in cui mi immedesimo di più nel personaggio è la Manon Lescaut. Mi piacciono anche il Trovatore e la Fanciulla del West che ha una musica stupenda.
KRISTIAN UOMO PUBBLICO 14. ad Ottobre riceverai un riconoscimento alla tua carriera, il Castiglione d'Oro torno nuovamente dopo vent'anni in terra mantovana. Mi sono ricordato i miei tempi di studio, vent'anni fa, a Mantova. Questo è l'ultimo riconoscimento che ho ricevuto alla mia carriera: è una bella cosa che mi ha soddisfatto molto anche perchè sento Castiglione molto vicina quasi come nell'ambiente qui del lago, ed è interessante riconoscere che hanno avuto un'iniziativa in cui sono arrivati prima della stessa Mantova. E' sempre un grande piacere per un artista vedere riconosciuti gli sforzi e l'impegno posti nella carriera.
15. come riesci a mantenere la tua vita privata, familiare, protetta dall'impatto pubblico che ha il tuo personaggio, perché noi italiani a volte siamo un po' invadenti, affettuosamente, ma invadenti questo è un aspetto importante: io non sento mai questi disturbi, ma ci sono altri artisti che hanno più fama di me, ma l'hanno comperata spendendo miliardi in pubblicità. Adesso alcuni vorrebbero ritirarsi e nascondersi ma non possono più. Un esempio è la compianta principessa Diana: era diventata un personaggio pubblico lavorando per anni per creare la sua immagine e diventare così. Conosco un fotografo che ha ricevuto da lei centinaia di messaggi e chiamate per fargli sapere dove andare e trovarla per fotografarla: poi era diventata all'opposto ossessionata da questi stessi fenomeni creati da lei stessa. Questo succede anche a molti dei miei colleghi più famosi e celebri.
16. nel campo professionale quale è la soddisfazione più grande che hai provato non ne ho una in particolare, ma entrare in questi grandi teatri nel mondo, ogni volta mi gratifica sempre di più per il tanto lavoro e studio affrontati
17. le tue mete e programmi futuri oltre a quelli che abbiamo già citato a giugno farò il debutto in Sansone e Dalila alla Fenice di Venezia, sotto una tenda purtroppo. A Venezia torno dopo una Turandot di alcuni anni fa. Poi un altro debutto sarà il Loengrin a San Pietroburgo. Nel nuovo millennio tornerò in Islanda per un bel concerto: non ho cantato nel mio Paese da sei anni e sarà molto emozionante.
18. in questo momento hai un desiderio nascosto? sì ho il desiderio di debuttare in un'opera, mi manca un'opera di Verdi l'Ernani che era in pro-gramma a Palermo, poi sappiamo tutti come andò a finire quel teatro. Una volta era un gran teatro, solo dodici anni fa aveva un buon cartellone, non perchè ci fossi io, ma era al disopra di molti teatri di provincia: purtroppo adesso è un disastro e non c'è più neanche una stagione. E' come alla Scala dove hanno in cartellone 8 titoli l'anno come se fosse un teatro di provincia: questo è niente in confronto dei grandi teatri nel mondo.
Grazie Kristian.
Augusto Spuri
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