Notturni lusitani
Tratto da laperquisa.it <<Per ogni pianista la figura artistica di Frédéric Chopin rappresenta un punto centrale, uno dei nodi più spinosi da affrontare a qualsiasi livello. E' noto infatti che quasi esclusivamente al pianoforte Chopin affidò ogni lascito artistico, in un periodo storico durante il quale la House Music si diffondeva a macchia d'olio, espandendosi dalle case dei nobili a quelle dei borghesi. Il pianoforte era uno strumento che si adeguava ad esser suonato nelle ampie sale delle case borghesi, e Chopin, di fatto, campò insegnando ai rampolli di quella classe sociale. Ma in lui si agitava un animo solipsista, scontroso, perennemente maliconico, il prototipo dell'artista romantico. Fu all'incirca negli anni sessanta che un giovane intellettuale di Milano, Maurizio Pollini, cambiò radicalcmente la concezione salottiera, e in fondo riduttiva, di gran parte della musica di Chopin. I Notturni per esempio, genere inventato da J.Field per dilettare le giovani fanciulle all'epoca dei primi turbamenti amorosi, furono composizioni che Chopin scrisse durante un vastissimo arco temporale lungo vent'anni. E lo arricchisce grazie alla singolare struttura melodica e armonica (ispirata da Bellini se vogliamo). La pianista portoghese Maria Joao Pires, che ha studiato a fondo la struttura dei pezzi prima di eseguirli afferma che " Tali composizioni rappresentano una specie di miracolo. Sono costruite in forma ternaria ma in un modo talmente poetico e libero che che la forma pare quasi scomparire. I Notturni si avvicinano più ai lavori di Debussy, per le emozioni, i colori, le immagini. Nel contempo, pur nella costante alta qualità dell'ispirazione, si notano grandi differenze tra i primi lavori e gli ultimi; nei primi la melodia, la cantabilità, l'affinità con la voce umana sono molto importanti. Gli ultimi, che risalgono allo stesso periodo della Sonata op.58 sono per contro costruzioni più compless. La melodia e la bellezza del suono divengono meno importanti, la composizione più difficile da capire. Più astratta. L'armonia passa in primo piano. " Ciò non fa che confermare la statura storica di un autore profondamente borghese come Chopin, rimasto di fatto il cantore delle disperate e disperanti passioni borghesi.>> |
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