Incontro con Milena Vukotic... di Alex Intermite
È sempre difficile trovare delle donne come lei, pronte sempre a mettersi in gioco per l’amore dell’arte, teatrale e cinematografica. Noi di Quarto Potere l’abbiamo incontrata a Milano e Lei, molto candidamente ci ha raccontato i suoi “anni” di successi…
Come è nata Milena artisticamente? Io sono figlia d'arte e di conseguenza è stata una cosa naturale per me iniziare una vita artistica, mia madre era compositrice e mio padre scriveva per il teatro.
A cosa ha dovuto rinunciare per essere la Vukotic? Non ho rinunciato a niente, poi credo che nel momento in cui si fa quello che si ama tutte le rinunce si sentono relativamente, poi credo che la cosa più importante sia fare quello che si ama, è io nella mia vita l'ho fatto!!
Nel cinema è stata diretta dai più grandi registi italiani: Fellini, Scola, Risi....quale di questi l'ha più valorizzata? Non solo Italiani!...Ma anche Internazionali… Tra tutti quelli che mi “hanno”diretta, Federico Fellini è stato quello che più mi ha valorizzata, direi che in assoluto è l’artista che mi ha arricchito in tutte le possibilità, non so se è giusto dire “valorizzata” perché anche con gli altri ho lavorato bene, direi che mi ha aiutato a sviluppare ulteriormente la mia comunicatività
Ieri ho incontrato Leonardo Pieraccioni (in occasione dell'uscita del suo ultimo film "il Principe & il Pirata" ndr) che mi ha detto: "è più difficile recitare nel cinema che in teatro", lei è daccordo? Io sono perfettamente d’accordo!!! Gli attori di teatro spesso sostengono che è più difficile, io credo che è molto più difficile essere bravi nel cinema che in teatro.Certo, se non cìè il talento, non c’è niente da fare!! Però mentre il teatro ci consente un periodo di maturazione, di prove, il cinema è così estemporaneo che tutto il lavoro che si fa preliminare è sempre dipendente da quell’istante in cui siamo stampati sull’immagine; ed è molto difficile riuscire a raggiungere un’emozione, una spontaneità, una sincerità, un ‘ espressione nell’interpretazione
....Principe e Pirata, due figure diverse, Lei nell' arte si sente più Principessa o "Piratessa"? Mi sento più “piratesca” sicuramente!! Perché la principessa è racchiusa in uno schema che riduce le sue possibilità di evasione, il pirata no!!
Parliamo ancora di Cinema, una domanda d'obbligo: come è nata la partecipazione a "Fantozzi"? È nata in modo molto semplice, l’attrice che fece i due Fantozzi precedenti, fu costretta ad abbandonare il set, e Paolo (Villaggio ndr) mi propose di assumere questo ruolo, che comportava un abbrutimento sia estetico che nella personalità (proprio come in un gioco) ed io accettai con immenso piacere anche per l’immensa stima e ammirazione per lui.
Per lei è più difficile far ridere o piangere in teatro o al cinema?... Cosa ama di più? È tutto difficile se fatto con professionalità, ma sicuramente lo è più far ridere.
Cosa rifarebbe di quello che ha fatto e cosa non rifarebbe? Ma, io rifarei tutto anche poi credo che anche gli sbagli sono fonte di arricchimento....
Cosa rifarebbe di quello che ha fatto o cosa non rifarebbe? Mah.. io rifarei tutto, poi credo che anche gli sbagli siano fonte di arricchimento
Il Grande Eduardo disse... Gli esami non finiscono mai!!! Si! ma anche: "Voglio emozionarmi ogni volta che vado in scena e voglio un teatro che non s'arrende!!". Questo teatro esiste ancora? Che bella questa affermazione!!!Si certo che esiste; esiste il desiderio di fare il teatro, vivere in un’altra dimensione, far sognare….
Lei fa parte di una generazione di attori che è stata ed è splendida per qualità recitativa. Oggi, c'e' il necessario ricambio generazionale? Il ricambio c’è,è naturale, noi facciamo un lavoro che ha bisogno automaticamente di persone giovani di nuove leve.
Lo so è poco corretto per una donna contare gli anni che passano, ma è impossibile non notare che lei ha più di 40 anni di successi. Qual è la molla che la fa impegnare al massimo ogni sera? La molla è quella di un sentimento forse di passione c’è ci sostiene continuamente, la passione è mossa da questa forza che possiamo definire anche amore
Cosa ha imparato dal successo? Ho imparato che non c’è mai niente che duri veramente. È molto importante per sostenerci però non bisogna fermarsi assolutamente, e comunque deve essere sempre un ricominciare da capo..
Ora cosa le piacerebbe che accadesse, ha un sogno nel cassetto? Io sono molto legata al cinema. Devo dire che se mi proponessero una cosa in teatro di grande fascino e un film altrettanto di grande forza artistica e dovessi scegliere sceglierei il film. Io sono molto attratta dal cinema in tutte le sue espressioni, siano esse comiche che drammatiche. Mi piace tutto del cinema sia come interprete che come spettatore.
Programmi futuri? Prima di tutto finire un lavoro a Parigi per una emittente Francese in un serie TV. Poi vorrei rifare i due spettacoli che ho interrotto, il primo sulle donne di Ricasso, nel quale anche mi dedico alla danza e l’altro più impegnativo costituito da monologhi di Samuel Beket. Poi a metà anno dovrei riprendere la Tv Italiana con “Un Medico in Famiglia”; questo salvo cambiamenti improvvisi a cui noi artisti siamo soggetti.
Nei momenti difficili c'è una persona del suo ambiente sulla quale può contare? o è davvero un mondo nel quale è impossibile avere degli amici? Quando lavoriamo in teatro viviamo una vita molto Famigliare, nel senso che diventiamo legati, tra prove, Tournè e spettacoli alla fine ci si lega ai componenti della compagnia, ma poi, una volta finito questo ci si separa e si ritorna ad essere “estranei”. Le amicizie invece rimangono più al di fuori del mondo artistico, ed è bello così…..
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