Taormina :shocks addizionali
Taormina ci ha accolto ancora con la sua insperata magia.
Il suggestivo gruppo di abBattiati ridotto negli elementi, ma non nella qualità, si componeva soltanto di una fulgida amica, e della più che mai aerea, Velvet.
Ferme davanti ai cancelli del suggestivo, arcano e splendido Teatro Greco di Taormina, siamo rimaste in attesa incuranti di stanchezza o sete. Anzi, il mio corpo c'era, stretto in un abitino estivo, sopra comodi tacchi alti....ma non era abitato, come in un soffio di vento l'anima veleggiava ad almeno cinque palmi dal terreno.Inutilmente la bella persona della mia amica, con la sua razionale intelligenza, cercava di tirare il filo volante come un aquilone della mia attenzione ...io non c'ero già...pregustavo e sentivo un'attesa viscerale , il preludio ad un contatto con le mie nascoste carnali radici. Due ore di attesa ci premiano, arriva una station wagon, lenta, fra due ali di persone...mi affaccio al finestrino, ed un flash nero mi avvolge, togliendomi il respiro: Battiato è lì, a pochi passi dalla mia essenza. Scorgo come in un sogno un corridoio che mi consente di arrivare fino a lui, e, incredibilmente, la gente si scosta, la massa si fende al mio passaggio. Così i miei occhi in tonalità ravvicinata, ed il mio orecchio ad ascoltare la sua esotica voce pacata , che sicuramente, sfiora i miei centri vitali...pochi istanti di maledetto benessere , la mia mano nella sua....poi la macchina sfila via...il mio sangue ne segue la scia...pallida , la mia energia defluisce, la forza vitale si arrende come in un grande choc emozionale. Per tutto il tempo che ci ha separato dallo spettacolo, sono rimasta indifesa, priva di sovrastrutture, la mia consueta freddezza emotiva, la mia lucidità ironica, difese di un nucleo primitivo e magmatico, erano scomparse, mettendo in luce una Velluto frammentale, frammenti vibranti in direzioni discordanti...
E la sera ci vede sedute a pochi, pochissimi passi da lui...Rilassato e di buon umore, vestito con totale noncuranza, Franco si dona al suo pubblico con una sicurezza piena di classe. La sua ironia, elargita in dosi misurate e minime, elettrizza tutta la sala, il solito loggionista siculo con le sue tipiche calate dialettali: Francu...sì un Diu....sì na cosa fina....sei bello... viene amichevolmente tacciato con singoli monosillabi di Franco che dirige la schermaglia con un incredibile tempismo ironico.
Franco è vibrante, preparato , caldo, felice di darsi a noi pubblico. Professionale ed intenso, in un repertorio assolutamente inusuale, è inusualmente " emotivo", " passionale". Le canzoni d'amore acquistano una maschia dimensione, il cuore emana raggi di calore, Franco chiude gli occhi, assapora, le mani disegnano idiomi nell'aria, gesti prensili sembrano voler afferrare un'emozione indomabile. E poi la sua voce. Indubbiamente superiore al Tour de l'Imboscata...il salto di qualità , la tecnica assunta è il vero metro di paragone che lo divide da qualsiasi altro confronto. La voce di Franco è tecnicamente perfetta, la sua voce è un suono, uno strumento di fiati dosati con sapienza, fiati che accarezzano la pelle come un soffio caldo di scirocco, indugiando in incredibili virtuosismi appena esibiti con il massimo della classe. Il teatro è in mutua vibrazione, giovani donne dai volti ispirati emanano emozioni estatiche, le loro gambe sono nervose, sorrisi luminosi le pervadono a conferma del grande carisma personale di Franco. E intanto Franco ci affina in emozioni indimenticabili...." la chanson des vieux amants" con un Battiato intenso e in pieno coinvolgimento personale...poi una versione trasognata di " Ruby Tuesday" con una voce " bianca " inusuale a fare da controcanto, anche emozionale. Ascoltiamo Endrigo, De Andrè, mentre Il Quartetto italiano e Fedrigotti , insieme ad Angelo Privitera elargiscono una performance ad altissimo livello. Il primo violino, Luigi Mazza, riesce a dare un tocco magico e personale alla serata, mentre Franco, una ad una, ripercorre tutte le proprie pietre miliari, da " La Cura " a " E ti vengo a cercare" toccando il massimo vocale ed emozionale in " Haiku" nell' " Ombra della Luce " e nel " Lode all'Inviolato". Attraverso questi pezzi, l'intero teatro sembra trasformarsi in un umile grido di preghiera, che si eleva dentro ogni cuore .... Battiato ci porta per mano nei sacri meandri del suo senso religioso, ed inevitabilmente ricompare la versione più carismatica del poliedrico Franco, che, come per legge gravitazionale, attrae nella sua magnifica orbita tutte le dimensioni e le necessità di evoluzione dei suoi " ascoltatori : da quello più evoluto, a quello più carnale e semplice.
Ed eccolo infine giocare con noi, sorrisi sgorgano dal cuore, quando Franco segna piccoli personalissimi irresistibili passi di danza "non sense", e la serata sta per finire, ancora giocandoci, torna inaspettatamente sul palco, mentre molti già si alzano per andare a tentare di salutarlo...
Lui canta ancora....ed io e la mia amica siamo adesso in prima fila proprio vicinissimo, lui canta, misurando il palco a grandi passi, i suoi occhi si posano proprio su di noi...sulle mie gambe frementi desiderose di alzarsi e saltare di gioia di vivere e sul sorriso luminoso della mia amica al quale Franco risponde con un suo sorriso personale , intensissimo. Un 'altra gioia incredibile, che mi sfiora, vicinissima. E questa è proprio una serata da ricordare, da incastonare.
Velvet
|
Vuoi contattare l'autore di questo articolo o avere maggiori informazioni sull'argomento trattato? CLICCA QUI
I commenti su questo articolo : Leggi o lascia un tuo commento su questo articolo
Sebbene il contenuto dell'articolo sia stato controllato per contenuti non idonei lo staff di tuttoNet.com non si assume alcuna responsabilita' sul testo e sulle immagini in esso contenute come riportato nelle condizioni di utilizzo dei servizi di tuttoNet .
|