L’astensione dei verdi nella votazione per abolire la leva obbligatoria
L’astensione dei verdi nella votazione per abolire la leva obbligatoria
L’on. Angelo Bonelli ci spiega le ragioni di questa scelta
di Luana Silighini
Perché i Verdi si sono astenuti? Perché nell’esercito professionale mancano gli obiettivi di pace, ed un esercito di professionisti deve averli, cioè non deve essere finalizzato soltanto alla difesa dell’Italia ma del territorio, delle popolazioni e siccome nel disegno di legge non comparivano questi aspetti, in particolar modo gli aspetti legati all’obiezione e quant’altro, abbiamo cercato di astenerci pur apprezzando la razionalizzazione del sistema rispetto a quello vecchio.
Secondo lei l’astensione dei verdi è dovuta principalmente a motivi politici o “di coscienza”? Entrambi gli aspetti, gli aspetti di coscienza che legano la nostra cultura ad una visione pacifista, e quindi al non uso delle armi, e l’aspetto politico perché pensiamo che gli obiettivi dovevano essere raggiunti in maniera diversa, più pacifista. Il Governo, tra le altre cose, ha anche deciso la costruzione di una nuova portaerei che costa circa sei mila miliardi.
Qual è la sua visione personale in merito all’abolizione della leva? E’ una legge positiva perché quei dodici mesi che prima erano diciotto erano diventati uno spreco, anche motivo di violenze, tra cui il “nonnismo” e quant’altro di negativo l’opinione pubblica ha denunciato. Si è sempre più andata consolidando la necessità di trasformare il servizio militare obbligatorio in qualcosa che fosse utile alla società. Questo è il punto: non soltanto una struttura militare, ma qualcosa che possa essere veramente utile alla società. Ecco perché noi ci siamo posti contro l’eventualità di ritardi, di boicottaggi nell’applicazione del servizio di leva all’obiezione di coscienza. I tanti problemi che in molti obiettori hanno dovuto subire per poter svolgere il servizio civile. Quindi dal mio punto di vista è un aspetto positivo, però mi pare che ci sia una concezione eccessivamente militaristica che lascia poco spazio al dialogo, alla diplomazia e alla costruzione di una struttura che può essere sia militare che professionale che di aiuto alle popolazioni anche in caso di situazio-ni di grave calamità.
Intervista tratta da "ITALYMEDIA" il Portale dell'Informazione Nazionale diretto da Antonello De Pierro
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