TRA ISTINTO E RAGIONE
TRA ISTINTO E RAGIONE
Cos'è che t'incanta e poi ti delude come l'inizio e la fine in alterna rincorsa? Ti affacci ai bei sogni con desiderio struggente, già li vedi al traguardo prevedendone i frutti... poi nel tempo reale ti appare lunga l'attesa: così nel dubbio rimani se tentare o arretrare.
Ogni bel sogno che appare ad un bivio ti pone: tra l'improvvisa speranza del facile approdo e la sofferente sfiducia di mancare la meta... Assecondare l'istinto nel desiderio nascente o frenarlo in pensiero che ti porti a disfatta? Non è acquietante l'impulso ma nemmeno ragione.
Il pensiero devoto ha proclamato i contorni delle due forze in contrasto dannando la prima e la seconda imbrigliato tra condanne e promesse: "Ciò che osi in profano ti allontana da Dio, se non guardi al divino son funesti i tuoi giorni, sarai felice soltanto in beatitudine eterna"!
In questo modo ha violato l'eterna legge divina che sugl'istinti primari ha basato il suo corso con molti urti tremendi senza comode arrese nel crogiolo normale di vittorie e sconfitte: ha posto un freno tremendo alle libere azioni creando pii rimorsi e timor d'eterna condanna.
Ma l'assecondare l'istinto oppur la ragione non è peccato nè colpa allo sguardo di Dio: è solo normale pulsione dall'Eterno lasciata dentro l'effimero gioco dell'infinito Creato. Per la resa dei conti di ogni libera azione in ogni giorno di vita è sempre il momento.
Ciò che fai per istinto non è peccato nè colpa: hai messo in gioco la vita, non la legge divina! |
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