VEDI CUBA E POI... VIVI!
Queste pagine di diario sul mio viaggio a Cuba saranno colme di nomi, aneddoti, riflessioni: tutto molto sentito, nitido e presente nel mio cuore nella mia mente e sulla mia pelle. Più del viaggio che ho fatto in Brasile o a Cabo Verde, in Portogallo ed in tanti altri posti, mai come in questo ultimo viaggio ho veramente scattatato una fotografia a me stessa e fatto tanti fermo immagine alla mia vita sovrapposta alle vite dei cubani e delle cubane che ho conosciuto. Ora posso forse dire di aver capito in maggior misura come sono fatta dentro e cosa voglio realmente dalla vita. Qualcuno potrebbe pensare che come tanti altri ho subito il fascino di questo "paradiso" della salsa e del rum, dei ballerini dai corpi nervosi e sensuali, ma non è esattamente così. Cuba, anzi Cajolargo, è sicuramente affascinante e tutto il suo dinamismo coi turisti ti trascina, ma se non hai riserve e sai osservare e metterti in gioco arrrivi un po oltre al bar o alla lezione di salsa e riesci a cogliere anche altri aspetti di questi posti, che non hanno nullla a che vedere con balli sfrenati, sorrisi bianchi o spiagge colme di sabbia fine come borotalco dove una volta al mese una povera tartaruga appena nata vi viene depositata da vacanzieri isterici per raggiungere il mare. Ho avuto la fortuna di conoscere persone vere con le loro storie vere, dai caratteri diversi, ma ragazzi e ragazze simili a me. Sono solo meno fortunati economicamente rispetto a noi ma sono più vissuti nei loro vent'anni e a volte più coraggiosi. Sicuramente non hanno tutta quella tecnologia o inquinamento o macchine o super attività che abbiamo noi, anzi, penso che ne morirebbero, infatti molti latini una volta arrivati in Italia perdono la loro natura ed essenza come isolani...ma non è di questo che voglio parlare. Ho trascorso questa vacanza in un villaggio che fa parte di una catena spagnola molto famosa ma quello che mi ha colpito è stata sicuramente l' animazione, sia come struttura umana che come organizzazione negli spettacoli e nelle varie iniziative all'interno del villaggio. Sono partita all'antivigilia di un natale freddo del nord-Italia per atterrare in un piccolo aeroporto dove alle quattro del pomeriggio c'erano trenta gradi. Appena messo piede al check-in i soliti problemi con la dogana, dicesi anche lentezza cubana, infatti abbiamo atteso quasi una "orita cubana", ma chi se ne frega ero in vacanza per due settimane! Guardavo tutti quei visi abbronzati per natura e mi chiedevo cosa ci sarebbe stato ad attendermi oltre la soglia di quelle quattro porte a vetro.. Dopo aver varcato la famosa soglia sono salita sul pulman che a Cuba si chiama "uaua" forse per la lentezza, ma è un suono talmente suave che adoro chiamarlo sempre così. Arrivata in villaggio aperitivo con orchestrina cubana, che nei seguenti giorni scoprirò essere ovunque, in ogni meandro. Visita alla spiaggia, dove lascio che i miei esili piedini da salsera italiana sprofondino in un manto di borotalco bianco e soffice dicesi "sabbia di cuba", onde agitate e mare di mille tonalità azzurre. In spiaggia trascorro diversi giorni con il mio gruppo, si sentono le risate della mia creatura di 4 anni, la bellissima Andrea, il suono di una salsa o di un merengue, le risate dello staff di animazione e il soffio del vento sempre presente ma mai fastidioso. La prima settimana scorre tra mare, sole, sabbia di giorno e spettacoli di ogni genere di musicall o intrattenimento la sera. Qui mi sono sbalordita, essendo già stata a Cuba e precisamente a Guardalavaca Holgin in un albergo della stessa catena, molto di lusso ma noiosissimo.., nel vedere coreografie curatissime, scenografie scintillanti, e preparazione da parte di tutto lo staff di ballerini e animatori. Insomma mi sono divertita, emozionata e ho partecipato quasi a tutto, pur essendo una quasi timida. La vita fuori dal villaggio l'ho potuta fare grazie la conoscenza con alcuni membri dello staff di animazione, sono andata nella loro "disco" che per noi equivarrebbe ad una tenduccia sulla spiaggia romagnola dove vendono i bomboloni, stereo con lettore cd, casse, bancone del bar con rum e birra a fiumi, toilette d'obbligo e solo isolani! Ballare con sosia di Willie Smith che si muovono a ritmo di rap e salse cattivissime o merengue piccanti o vedere le donne cubane avvinghiate ai loro uomini che non perdono mai d'occhio è meglio che vivere una telenovelas. A parte gli scherzi c'è il lato di cui parlavo all'inizio, ragazzi e ragazze che a soli ventiquattro anni si mantengono o mantengono la loro famiglia, e magari sono omosessuali e ti invidiano perchè tu sei in vacanza con il tuo fidanzato o tuo marito ed hai una persona su cui contare, un patner fisso, mentre loro, sempre sorridenti comunque vada, vivono di flirt occasionali e quando si innamorano sanno che non sarà nè per sempre nè per un po di tempo. Qui parlo di una persona o due in particolare che sono diventate amici veri per me, che mi hanno insegnato un po di saggezza, e un pò di realismo in un isola che sembra irreale, che per molti sembra il paradiso ma che è solo casa dei cubani e non nostra che appena vi arriviamo ci alziamo in volo per andare troppo nelle nuvole. Consiglio a tutti di andare a Cuba almeno una volta nella vita, non certo in un club "Alpitur", magari fare come ho fatto io, un po di comodità ma assaporare tutto quello che è a portata di assaggio. BUON VIAGGIO1 |
Vuoi contattare l'autore di questo articolo o avere maggiori informazioni sull'argomento trattato? CLICCA QUI
I commenti su questo articolo : Leggi o lascia un tuo commento su questo articolo
Sebbene il contenuto dell'articolo sia stato controllato per contenuti non idonei lo staff di tuttoNet.com non si assume alcuna responsabilita' sul testo e sulle immagini in esso contenute come riportato nelle condizioni di utilizzo dei servizi di tuttoNet .
|