La malattia della volonta'
Una volta si chiamava esaurimento nervoso, poi - col progredire della scienza e della medicina - è stato coniato il termine depressione. Anche la letteratura si è interessata a questa malattia, dandogli nomi meno asettici: il mestiere di vivere, il male oscuro. Non so bene quale sia la definizione migliore, ma so esattamente cosa si prova ad averla: è un lento vortice esistenziale, un buco nero che attrae su di se qualunque forza interiore ed esteriore. La mente si popola di paure, un senso d'impotenza e di inadeguatezza comprime l'anima. Non c'è via di fuga, non c'è nessuno che puo venire in soccorso: solo la morte - in quanto negazione della vita - diventa l'unico desiderio. Perchè ci si ammala? Sono molte le tesi, alcune - tengo a sottolinearlo - prive di fondamento. Spesso si è ritenuto che la depressione fosse un disagio umorale, una disarmonia psichica. Gli sviluppi della genetica e della neuro-biologia hanno permesso di capire che la depressione è una malattia organica e che esistono dei principi attivi farmacologici in grado di curare l'assenza o la troppa presenza di alcune "sostanze chimiche" che determinano i mutamenti del nostro umore. Posso dire con certezza che sia così, in quanto, dopo soli tre mesi di cura da un neurologo, la vita è tornata in me e la sofferenza che mi impediva di condurre una vita normale è andata scemando. Purtroppo molti rifiutano l'approccio farmacologico perchè sembra assurdo che i pensieri, la gioia, il dolore e persino l'amore siano regolati da impulsi elettro-chimici. Tutto ciò fa parte della presunzione umana di essere al di sopra delle leggi della natura: in realtà ne facciamo parte e siamo assai più simili ai molluschi - dal punto di vista genetico - di quanto si possa credere. Il nostro cervello funziona in maniera meravigliosa ed oscura ma è un organo come il cuore ed il fegato. Nessuno si sognerebbe mai di dire ad un diabetico che può guarire solo se conosce meglio il proprio pancreas. E perchè un depresso dovrebbe guarire facendosi rigirare il coltello nella piaga durante sedute psicologiche? Questo deve essere di conforto a chi oggi è disperato e crede di essere pazzo: la depressione è una malattia e quindi, come tutte le malattie curabili, deve essere affrontata farmacologicamente. Non sentitevi in colpa se non avete volontà di guarire in quanto è la mancanza di volontà il sintomo maggiore della depressione. Credeteci, dalla depressione si esce, ma non da soli: grazie alle cure dei neuropsichiatri. E, superata la fase critica, non solo si torna a vivere serenamente la propria esistenza: spesso si scopre di avere una sensibilità ed una profondità di pensiero inimmaginabili. E vivere non è più un mestiere. |
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