A mia madre
Oh poter, madre, l'amor tuo un istante dalla tua notte al nostro sol destarti! Oh riveder io gli occhi tuoi sereni, che immagino perduti nell'estremo travaglio: cuor di passero impazzito nella stretta del pugno. In me placarsi l'angoscia tua, che disperatamente ma con pič lieve a non svegliarci attenta, cerca ogni notte invan sonno e riposo; in me placarsi l'ultimo tuo abbraccio che col dirotto lacrimar presago le mie lacrime mesce e forte stringe quanto la forza debol puō; placarsi l'una e l'altro vedrei, che acerbamente scavano dentro me solchi di fuoco.
Antonino Ferraro |
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