Eduardo Scarpetta ed il suo "MEDICO DEI PAZZI" a Civitavecchia (roma)
Torna, come ogni anno, l’appuntamento natalizio con la Compagnia Buonarroti, pilastro del teatro amatoriale della nostra città. Più di trentacinque anni di attività, ma non li dimostra affatto: sarà forse per l’entusiasmo, per la passione e certamente per l’esperienza dei suoi attori, che ne fanno una compagnia fresca e molto apprezzata. Con la regia di Giorgio Ponzi, con Meri Diottasi, Piero Pacchiarotti e Pino Era, per la prima volta la Buonarroti porta in scena la farsa, in tre atti, di Eduardo Scarpetta “Il medico dei pazzi”, scritta nel 1908 e ripresa, in versione cinematografica, nel 1954 da Mario Mattoli, con il grande Totò nelle vesti di Felice Sciosciammocca, la maschera attraverso cui Scarpetta raggiunse in breve uno straordinario successo, e che è protagonista di gran parte della sua produzione. Don Felice Sciosciamocca, sindaco di Roccasecca, si reca a Napoli, dal nipote Ciccillo, uno scioperato che ha dato ad intendere di essere un medico psichiatra spillando soldi allo zio per poter pagare i suoi debiti di gioco. Ma la realtà è del tutto diversa. Così, per impedire allo zio di rendersene conto, Ciccillo fa credere che la pensione Stella, dove egli vive, è in realtà una clinica psichiatrica, dove egli ospita e cura i suoi pazienti, malati di mente. Don Felice, rimasto per un caso solo nella pensione, è spaventato all’ idea di trovarsi in mezzo ai pazzi, e per tenerli buoni, asseconda tutte le loro bizzarrie e promette loro tutto quello che vogliono. Presto però si trova in una situazione tanto difficile che solo l'intervento di Ciccillo, che chiarisce l'equivoco, può consentire a Felice di tornare a Roccasecca. Uno zio ingenuo, dunque, e un nipote scialacquatore danno vita ad una finzione nella finzione, dove uomini sani di mente (o così detti) svolgono il ruolo di pazzi al cospetto di un uomo sano per tutti, che rischia di essere detto pazzo. Forse qui la vera protagonista è la paura, che in certi momenti diventa terrore, e il terrore si tramuta in una forza comica tale da render partecipe il pubblico e coinvolgerlo in circa di ore di ininterrotta ilarità. Il testo, come del resto tutto il teatro di Scarpetta, non vuole condurre lo spettatore a riflessioni profonde sulla vita, ma alla risata liberatrice ed immediata.
Civitavecchia Teatro Comunale Traiano venerdì 19 Dicembre 2003 alle ore 21°° Info: 0766370011 - fax: 0766502999 - cell: 3280516676 e-mail: Clicca qui per contattare
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