L'Harem violato
C'era una volta l'harem, dorata prigione a cui l'uomo nel tempo ha inflitto nomi diversi... e dentro quelle quattro mura erano costrette tutte le donne, guardate a vista dai guerrieri eunuchi. Non importa a quale continente appartenessero... non poté salvarle né la religione né il digiuno, e nessuna di loro riuscì mai ad oltrepassare l'omertà che le isolava dal mondo libero degli uomini. A nulla poterono le guerre, né i presidenti né i dittatori, ogni donna aveva un muro alto che la proteggeva dagli elementi esterni, ma non le lasciava vedere l'azzurro del cielo. Ci volle la rete, un filo così fragile e sottile, impalpabile allo sguardo dei mariti e dei guardiani intenti a trastullarsi in altre alcove, strisciò fin dentro l'harem come un novello cavallo di Troia e mutò il corso degli eventi. Nessuno si accorse del pericolo o forse nemmeno riuscirono a prevedere che quella scatola di latta, sterile compagna della noia, stava riuscendo dove mille anni di stenti erano falliti. Parevano così innocui il mouse e la tastiera, giocattoli inerti, troppo insulsi per far paura... eppure si rivelarono più taglienti di una spada. E' passato un millennio in un battito di ciglia ed ormai è troppo tardi! Mentre gli uomini fumano in salotto davanti alla televisione con i piedi scalzi appoggiati sulla poltrona... le prigioniere... apparentemente chiuse nella loro stanza, stanno girando per il mondo vestite di pizzi trasparenti e abiti provocanti. Io le ho incontrate nelle sere di pioggia, con il sole o con il vento, ho ascoltato le loro storie... ho sentito i loro lamenti. Donne, madri e sognatrici... così decise a vivere una nuova vita da crederci davvero. Sono entrate in punta di piedi per non far rumore ed ora il battito dei loro tacchi a spillo risuona come un tam tam per tutta la rete. Hanno tirato fuori i sogni dal cassetto insieme alla lingerie avuta in premio dai loro stessi uomini affinché si concedessero in una serata un po' diversa, ma l'hanno indossata per incontrare un altro. Eppure sembravano solo parole... frasi sottili, scritte in rosso su una pagina candida come la la loro anima, desideri che prendevano forma proprio perché quel filo che le univa ad uno sconosciuto pareva essere anche un'insormontabile barriera. Storie inventate sì... ma desiderate, mentre i battiti acceleravano il flusso del sangue nel cuore, nel ventre e nella mente, in un rincorrersi nell'oscurità di un mondo nuovo in cui non ci si perde mai. Quanta attesa per ogni risposta... a volte secondi, a volte ore... giorni... impossibile accettare lo scorrere lento del tempo quando ben sappiamo che il postino tecnologico ci consegna all'istante gli altrui pensieri, e chi mai non si è trovato ad accendere il computer in piena notte sperando di ricevere la lettera agognata? In altri tempi le fanciulle avrebbero atteso sul sentiero erboso avvolte nel loro scialle a fiori, gli occhi fissi in quel punto lontano dove il rumore si affaccia oltre la collina. Sono passati mille anni e non è cambiato nulla... oppure tutto. Ed alla fine ci ritroviamo davvero, uno di fronte all'altra dopo centinaia di mail troppo piccole per concenderci il valore della nostra essenza... e nemmeno sono bastati i bisbigli al telefono a placare la fame che abbiamo dentro. La donna è fuggita dall'harem dove lei stessa credeva di essere rinchiusa, ha gettato il velo insieme alla paura di volare ed ha trovato il coraggio di incontrare un fantasma che quel filo sottile non le concedeva di toccare. Ora siamo qui. Chi potrebbe mai pensare che la ferrea insegnante di matematica, con un marito e due figli a carico, sapesse sciogliere i capelli con tanta maestria... e con quanta classe si slaccia la giacca dal taglio classico, per posarla sulla panchina del parco in cui ci stiamo guardano, nutrendoci di noi. E' strana la vita! Ci prendiamo per mano e non ci lasciamo più andare... sembriamo due vecchi amici... invece ci conosciamo da un minuto. "Ricordo ancora la tua prima frase e tu la mia... e ci sentiamo due isole separate da mille miglia di mare che ci ha costretti a navigare. Abbiamo radici diverse e diversi ideali, ma ci siamo incontrati in terra sconsacrata e possiamo scendere all'inferno con la certezza di ritornare. Possiamo vivere fuori dal tempo e dallo spazio reale... ed ogni volta che ci incontreremo sarà sempre uguale... stretti, abbracciati sul picco più alto dove nessuno ci potrà mai trovare." E poi? Riusciremo a tornare sulle stesse isole di sempre chiudendo ciò che è stato in quel ripostiglio nella memoria che custodisce tutti i nostri segreti? Sapranno mai le donne fingere di accettare la propria prigionia sotto gli occhi avidi degli eunuchi e dei padroni di sempre... o un grido lacerante ruberà al silenzio l'eco dei palazzi dorati per raccontare al mondo che le catene si sono dissolte? Forse questo accadrà in un futuro che ancora deve venire, per ora c'è solo un bisbiglio sommesso che scorre veloce come l'acqua di fonte... e scivola frizzante tra le rocce porose della sorgente per disperdersi nell'erba alta. Gli uomini non devono sapere, gli uomini non devono capire... e poco importa se mentre cacciano nella radura avranno i piedi a mollo e i pensieri altrove; le prede sono lontane... le prede sono alla ricerca di altri cacciatori.
Abel Wakaam http://www.rossoscarlatto.net/ |
Vuoi contattare l'autore di questo articolo o avere maggiori informazioni sull'argomento trattato? CLICCA QUI
I commenti su questo articolo : Leggi o lascia un tuo commento su questo articolo
Sebbene il contenuto dell'articolo sia stato controllato per contenuti non idonei lo staff di tuttoNet.com non si assume alcuna responsabilita' sul testo e sulle immagini in esso contenute come riportato nelle condizioni di utilizzo dei servizi di tuttoNet .
|