Visione, guardando un quadro.
Mi spinsero a trattar quest'episodio cartucce cariche di profondo odio, che d'un orologio erano le ore, segno di necrologio e disonore. La sfere, un bel rasoio aperto dal manico d'avorio ricoperto e dalla lama d'acciaio rutilante, con incedere lento ed incessante segnavano le ore notte e dì, foriere di morte a chi soffrì. Repentine vidi scoppiar le ore e le aquile cadere lentamente; si estinse nell'aere il clangore, a brandelli i vessilli immantinente. In sbandate schiere, sconfitti tornarono i soldati ai casolari, in silenzio, feriti e derelitti, ansimanti di ritrovare i cari; ignudi e macilenti, da pezzenti entrarono nelle città fumanti, ignoti, sporchi e sanguinanti cercaron di ricucir le loro menti; arrancarono tra le vie sconvolte, dove le folle erano insepolte. Negli ospedali solo il color di morte. Fu dura la guerra e così fu la sorte. Le cicatrici son testi, le ferite guarirono, si costruirono strade, palazzi, fontane, nell'aere musiche e canti si sentirono, festosamente suonaron le campane e sorsero parchi e città più belle, l'argentea luna sorrise alle stelle. Benessere ci fu tra i cittadini, olezzarono le rose dei giardini, montagne e colline verdeggianti, notti sfavillanti, ma pochissimi santi. Riapparvero un dì le aquile repenti, impazzirono degli uomini le menti, rullarono i tamburi, s'udirono le trombe, marciarono gli eserciti, crebbero le tombe. Consumarono i rapaci il vile pasto, tra gli uomini dilagò il contrasto, di sabbia distese il vento il gran lenzuolo sulle dune dei morti, per cui fu duolo combattere a forza e non saper perchè, uccidere il fratello per poi dire: ahimè! Mentre l'odio con affannata lena, felice di suppurare la cancrena, caricando le cartucce,mai satollo, attendeva che avvenisse il crollo per poi salire, fiero, sul suo podio e cantare del dramma il triste esodio. Gino Ragusa Di Romano Da " Accenti d'amore e di sdegno " Ed. Pellegrini - Cosenza 2004 Dello stesso autore " Patema " Ed. Gabrieli Roma 1971 - Ed.Ursini Catanzaro 1978 " Miele e fiele " Ed. Ursini Catanzaro 1993
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