| E' Stato presentato dal dr. Andrea Jelardi il progetto per il Museo della Pubblicità e del Packaging di San Marco dei Cavoti, comune al quale egli ha deciso di donare la propria collezione di materiale pubblicitario antico. La proposta è al vaglio del sindaco e dell'amministrazione comunale.
il Museo
Con la costituzione del museo della pubblicità e del packaging di San Marco dei Cavoti si intende raccogliere ed esporre al pubblico l’intera collezione di oggetti pubblicitari ed antiche confezioni di prodotti industriali ed artigianali, donata da Andrea Jelardi.
Si verrebbe così a creare l’unica istituzione di questo genere in Italia.Sul territorio nazionale la sola struttura simile è infatti il museo della pubblicità di Torino, presso il castello di Rivoli, che raccoglie però esclusivamente materiale cinematografico pubblicitario (filmati di spot, caroselli etc.), o cartaceo (manifesti).
La collezione Jelardi riguarda invece esclusivamente oggetti e materiale cartaceo. Essa comprende circa 300 pezzi, ed in particolare scatole di latta, confezioni in cartone, bottiglie e quant’altro utilizzato per l’imballo ed il confezionamento di prodotti venduti su larga scala, in un periodo compreso tra la seconda metà dell’800 fino agli anni ottanta del novecento.
A ciò si aggiunge una vasta raccolta di oggetti e suppellettili, usati da aziende più o meno importanti, a livello industriale ed artigianale, nazionale e locale, per reclamizzare i propri prodotti.
Caratteristiche della Collezione
La collezione comprende tutti gli oggetti che riportano a scopo pubblicitario marche di prodotti più o meno importanti, molte delle quali oggi scomparse, e quindi unica testimonianza storica di grandi aziende non più esistenti.
Nello specifico essa include posacenere in vari materiali, specchi, scatole di latta, bicchieri, piatti, tazze, bottiglie (alcune mai aperte ed ancora piene), calendari, orologi, gadget vari, ventagli, apriscatole, apribottiglie, insegne pubblicitarie in latta, quadri pubblicitari, coltellini, tagliacarte ed altro.
Tra i pezzi più rari e pregiati un bidone americano per latte condensato, alto circa un metro e largo 50 cm., risalente alla seconda guerra mondiale, una confezione integra dei primi tipi di cintura di sicurezza (anni ’60) e una macchina fotografica usa e getta in confezione originale, dello stesso periodo.
A tutto ciò va inoltre aggiunto materiale pubblicitario cartaceo di vario genere e dimensione, spesso salvato da vecchi giornali e riviste, o da esse foto-riprodotto, ed anche alcuni antichi elettrodomestici.
Ubicazione
L’ubicazione ideale per questo genere di Museo sarebbero le sale di un piano del Palazzo Jelardi in Piazza Risorgimento, non solo per la posizione centrale e facilmente fruibile dal pubblico, ma anche per la suggestione dei luoghi, che valorizzerebbero l’atmosfera di epoche passate in maniera ottimale.
In alternativa sarebbero valide anche altre strutture del centro urbano, tuttavia l’ampiezza degli ambienti consentirebbe, nel caso del Palazzo Jelardi, anche la collocazione di antichi arredi di negozi, presenti tuttora in paese, (barbiere, farmacia etc.) e destinati altrimenti all’abbandono, seppure a lungo termine.
A ciò potrebbe aggiungersi anche la collocazione di antichi macchinari ed utensili artigianali, reperiti in paese, e relativi ad esempio all’industria del torrone o all’attività tessile (antichi telai).
Il grande salone del piano superiore, opportunamente attrezzato, potrebbe inoltre ospitare lungo le pareti delle teche per manifesti e piccoli oggetti, ed essere al tempo stesso comodamente utilizzato come sala convegni.
Tutto ciò andrebbe a costituire valida ed ulteriore integrazione al museo degli orologi e delle macchine fotografiche, pure destinati, secondo alcuni progetti dell’Amministrazione Comunale, ad essere ospitati negli ambienti del suddetto palazzo.
L’intera struttura andrebbe così a costituire un vero e proprio polo museale dell’industria, della tecnica, del commercio e della pubblicità.
Il Museo nella realta’locale
Il Museo della Pubblicità e del packaging , oltre ad essere ulteriore ed indiscussa attrattiva turistica per il paese, andrebbe inoltre ottimamente a collocarsi, con possibilità di interazioni, nell’ambito delle attività promosse e svolte dal Iacocca Institute, essendo la pubblicità uno dei capisaldi dell’economia moderna.
Attivita’
del Museo Una volta costituito a tutti gli effetti, il Museo della Pubblicità e del Packaging può promuovere convegni e corsi di formazione relativi al settore pubblicitario, e svolgere altre attività di richiamo turistico e culturale.
Inoltre, acquistando dignità istituzionale, esso potrà richiedere alle maggiori industrie, la donazione di materiali ed oggetti pubblicitari d’epoca, che andranno ad arricchire la collezione di base, e consentiranno in breve al Museo di diventare tra le più importanti strutture del genere a livello nazionale.
Le industrie e le importanti aziende ne trarranno inoltre un ritorno pubblicitario di considerevole importanza, e per questo motivo saranno indubbiamente interessate a qualsiasi forma di collaborazione.
Stessa operazione può essere inoltre compiuta presso collezionisti privati, in cambio di opportuni riconoscimenti e valorizzazione delle loro donazioni.
Attraverso accordi con le Camere di Commercio e le Facoltà di Economia e Commercio di tutta Italia, sarà inoltre possibile realizzare all’interno del Museo una sorta di ‘Archivio biblioteca dell’industria e del commercio’, raccogliendo il materiale bibliografico e soprattutto le tesi di laurea, che hanno per oggetto la storia e l’attività di grandi realtà industriali e commerciali.
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