Omaggio a Roberto Benigni
  Omaggio a Roberto Benigni
 



Omaggio a Roberto Benigni



1. A me mi rovinano le donne. Troppo poche.
2. "Non ce la faccio piu'..." disse quello che la faceva nelle
ortiche.
3. Chissa' perche' tutte le malattie mentali incominciano per PSI:
psicotico, psicopatico...
4. Due cose mi piacciono della vita. La seconda e' viaggiare.
5. Votatemi, votatemi, datemi il potere per cinque anni... e vi do il
10%!
6. La mamma e' la parte piu' femminile dei genitori.
7. Un giorno Dio invento' la superbia. Ma chi c'e' piu' superbo di lui
che si e' fatto chiamare Dio? Metti caso che si fosse chiamato Guido,
insomma, fosse stato un po' piu' umile sarebbe andata diversa.
8. Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza. Meno male! Hanno il
senso di colpa per quello che rubano i mariti.
9. Nella preistoria pare che gli uomini avessero tre organi genitali.
Da qui il detto: "Ma che cazzo vuoi?".
10. Fare un film in due e' come fare l'amore in tre. (Roberto Benigni,
parlando del film 'Non ci resta che piangere)
11. Berlusconi: L'uomo che possiede tutto, che se compra "La
Repubblica" non va in edicola, ma passa direttamente alla direzione e
si porta via anche l'"Espresso" e l'intera Mondadori. Sempre con quel
doppiopetto anni Trenta, sembra la parodia di un gangster: Al Cafone.
12. Al raduno dell'Ulivo: Ero a Milano e mi sono fatto prestare la Uno
Bianca di Borrelli per venire qui. Tra poco vi devo lasciare perche'
alle 18 ho una merenda con Mancuso. Con l'Ulivo ho un rapporto di
amore-olio.
13. Il comunismo: Il comunismo viene da se', anche senza Berlinguer.
Il comunismo e' come prima di farsi la prima sega: si viene a letto,
da se'. Si fa: Dio bono, cosa mi e' successo? Niente, o fanciullo, sei
venuto. Quello che non funzionava, ora funziona. Ecco il comunismo.
Cosi' il popolo e' come un ragazzo prima di farsi la prima sega.
S'arriva la mattina da se'. Cosa e' successo? Niente, o popolo, sei
venuto. Quello che non funzionava, ora funziona.
14. Boniver: Lasciatemi abbracciare una rarita': un socialista ancora
libero!
15. Andreotti: E' un personaggio edificante, che spinge il pubblico
giovane a identificarsi in lui. Farci un film? Sembra che non ceda i
diritti. Chiedete a Riina, dice.
16. Berlusconi: Il partito di Silvio l'ho inventato io. Ci avevano
messo cinquant'anni a creare una classe politica di ladri, e Di Pietro
in un mese li ha fatti fuori tutti. Bella roba, e noi comici chi si
prende piu' in giro? Cosi', con Berlusconi, abbiamo deciso di rifare
tutto daccapo. Magari ci metteremo sei anni, a ricreare una bella
classe politica di ladri e di corrotti, ma poi noi comici torneremo
finalmente a lavorare.
17. Fini: L'ho incontrato una volta sola. Fini non e' una persona che
si possa giudicare avendolo visto una volta sola. E io non ho
intenzione di rivederlo.
18. Bossi: La lega e' sacrosanta, a Catanzaro se ne sentiva il
bisogno. E poi mi e' bastato lo slogan: "La lega ce l'ha duro". Mi ha
subito fatto capire la serieta' del partito. Bossi: La lega e'
sacrosanta, a Catanzaro se ne sentiva il bisogno. E poi mi e' bastato
lo slogan: "La lega ce l'ha duro". Mi ha subito fatto capire la
serieta' del partito.
19. Un milione di posti di lavoro: Non e' un caso che tutti si sono
messi a fare i comici e cosi' e' uscito un milione di posti di lavoro.
20. Berlusconi: Fin da piccolo disse: "O divento Presidente del
Consiglio o niente". E' riuscito a diventare tutt'e due.
21. Berlusconi: L'ho conosciuto: gli ho dato la mano, mi ha lasciato
tutt'olio, e' proprio unto dal Signore, e' proprio una cosa tutta
unta, gli si mette un po' d'aceto e di sale e viene un'insalata, con
Berlusconi, ch'e' una cosa eccezionale.
22. D'Alema e Veltroni: Secondo me sono comunisti. Io sono stato una
volta a mangiare a casa loro. M'hanno detto: "Vieni Benigni, vieni che
ceniamo coi bambini". Sono andato la' e ho capito cosa intendevano.
C'era un pentolone enorme, un bollito, mi sono messo a mangiare, ho
preso un piedino io, una cosina, e' proprio lo zoccolo duro. Ho detto:
"Guardate che io non mangio piu' niente", poi sono andato a pigliare
il digestivo da Fini, lui si e' bevuto due bicchieri di olio di
ricino, due manganellate a testa e ci siamo addormentati.
23. Fare il comico oggi penso che sia un lavoro di grande goduria. I
comici sono dei grandi masturbatori.
24. Hanno detto che, delle mie battute, non resta mai niente. E' vero.
Ma perche', ci si ricorda forse una battuta, una sola, di Stanlio e
Ollio, o anche di Buster Keaton?
25. Alcool: Sono condannato alla lucidita'. Astemio totale: devo
smettere di non bere.
26. Recitare: E' dolore, estasi del movimento, affettazione del
divenire, occultazione del presentare. Recitare e' entrare nel
personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non
vorrei andare oltre in questa similitudine...
27. Comicita' e tragedia: L'impulso dentro di me e' fare il tragico,
ma non c'e' niente da fare, la carne e' fatta in maniera comica.
Proprio le poppe, i peli che c'ho addosso mi si muovono in maniera
comica. Ogni volta che penso a un film nuovo penso a una di quelle
cose tragiche, ma proprio pesanti. Poi le ginocchia, le cosce partono
in maniera comica e mi ributto sul corpo.
28. Perche' non ho scritto "La Divina Commedia"? Perche' non c'ho
pensato.
29. Comicita' ed erotismo: Comicita' e' pornografia. Umorismo e'
erotismo. Io mi sono incamminato piu' negli studi pornografici che in
quelli erotici. Io le battute posso rubarle, citarle, ma non fanno
parte del mio stile. Sono meccaniche, appartengono al "riposo del
comico". La comicita' deve essere intestinale.
30. Scurrilita': La comicita' e' natura. L'uso di termini sessuali
diventa un discorso. Non si puo' dire che ho parlato del pisellino. La
scurrilita' e' la zolla, l'essenza della terra, il ventre, il
materialismo del comico. La nostra tradizione e' scurrile. Bisogna
avere gaudio e volare, volare sulle parole.
31. La fame: La mia e' una fame atavica. Noi Benigni abbiamo lo
stomaco vuoto da secoli. Ricordo che una volta mia madre stava
preparando del pane sul forno: per godermi da vicino l'operazione,
finii col culo sul fuoco. Ho ancora nelle chiappe il marchio della
vista del pane.
32. L'anonima sequestri c'ha rovinato. Ogni anno ne sequestrano
miliardi. Con il corpo di polizia che c'abbiamo, comandato da quel
bischero di Gava! Mezzi c'hanno l'orecchio tagliato. Oramai e'
diventato uno status symbol. Uno che c'ha tutt'e due gli orecchi e' un
poveraccio, non conta mica nulla: "Eh, quello non c'ha una lira". Ieri
sera ho visto uno che non c'aveva neanche un orecchio: "Cazzo,
dev'esser miliardario!".
33. Al mio paese lo dicevano: "Lo vedi, dicevi che non c'e' piu'
distinzione fra il ricco e il povero... Anche quel povero Belardinelli
del caffe' Jolly a Firenze. Era ricco, gli hanno tagliato un orecchio
a cinquant'anni...". Io ho detto: "A lui gli avranno tagliato un
orecchio a cinquant'anni, ma a noi ce l'hanno messo nel culo da quando
siamo nati..."
34. Effetti collaterali: Uno piglia una medicina per il mal di denti:
"Indicazione: male di denti". Poi c'e' "Controindicazioni", una
sfilza. "Il medicinale puo' causare disturbi alla vista, giramenti di
testa, vomito, diarrea, emorroidi, cancro all'orecchio, attenta alla
tu' sorella, ferma i tu' cugini, attenzione la domenica." Un casino!
Non finisce mica li': c'e' gli "Effetti collaterali": e' da non
pigliarsi prima dei pasti, in gravidanza, dopo cena, chi c'ha la targa
dispari, chi c'ha il cognato". Poi c'e' "Avvertenze: usare con
cautela, fuori dalla portata dei bambini, non lo dire al tuo vicino di
casa, pericolo, attenti...". Uno si leva il mal di denti, diventa un
disgraziato...
35. Furbi o scaltri? La furberia e' una qualita' italiana potente,
pero' ci ha rovinato. Sara' meglio magari diventare scaltri: e' una
cosina un pochino piu' nobile...
36. Papa Wojtyla, secondo me, e' il piu' grande papa vivente che c'e'
oggi in Italia! Wojtyla! Ora, a parte Wojtyla, che e' il
globe-trotter... Con tutta la fame che c'e' nel mondo c'hanno soldi in
banca , lo IOR: Istituto Opere Religiose. Come si chiama il croupier
del Vaticano? Marcinkus. Che, si mette i soldi in banca con la fame
che c'e' nel mondo?! Come se Gesu' avesse messo i pesci in
frigorifero: "Guarda, mettili nel frigorifero...".
37. Wojtila e' il piu' grande Papa vivente che si ha oggi in Italia!
Pero' dovrebbe sistemare una cosa piu' equa unanime per il mondo, non
dovrebbe fare il tifo per nessuno prima di tutto. Per esempio, la
Polonia: io so che stanno male, ma Dio bono sempre con questa Polonia,
stanno male dappertutto, quelle altre parti le tratta veloce, no?
Dice: "Madonna come stanno male in Polonia, anche in Cina, pero' in
Polonia Madonna bona, come stanno male laggiu'". Io son d'accordo, ma
l'ha presa un po' troppo... Secondo me e' polacco 'sto Papa, eh?
38. L'esistenza di Dio: Il cervello non e' lo strumento adatto per
dimostrare l'esistenza di Dio. E' come voler sentire il sapore del
sale col naso. Non c'e' riuscito Lui stesso mandando Suo figlio in
terra, figurati noi che non siamo neanche parenti alla lontana!
Insomma, l'argomento ontologico e' crollato, gli scolastici e i
mistici hanno fallito. La Teoria del Motore Immoto e' una scemenza.
Non resta di nuovo che il mi' babbo. Avro' avuto quattro anni e
tornavo dai campi, di notte. Gli chiesi: "Babbo, ma chi l'ha fatto il
mondo?" "Dio". "E Dio chi l'ha fatto?". "Il su' babbo e la su' mamma".
"Gia'," pensai "che scemo". Andai a letto contento, ma convinto d'aver
dato l'impressione al mi' babbo di non essere una personcina
intelligente. Avrei potuto arrivarci da solo.
39. La Creazione: Nostro Signore ha fatto nella Creazione due errori
visibilissimi. Con tutti i pianeti liberi che c'e' nel mondo, cinque
miliardi di persone tutti stretti su questa palla! O che sistemi sono
con i propri figlioli?! Come se il mio babbo c'ha, che so, venti
figli, un palazzo di cinquanta piani e mette tutti in garage!
Distribuisci un po', no? Che poi non so mica se poteva costruire tutti
questi pianeti, vicini in questa maniera: sono abusivi, eh? Infatti a
occhio nudo non si vedono: c'e' voluto Galileo, il cannocchiale!
Quando li vide Galileo disse: "Oh! Questi pianeti?". Allora il
costruttore, d'accordo col papa, lo fece arrestare. Dice: "Galileo,
vieni qua un minuto che c'e' una cosa: a parte il fatto dei pianeti
abusivi, Galileo, che cos'altro hai scoperto di quel fatto del giro?".
Galilei ci casco': "Gia', non e' come pensate voi, il Sole gira
intorno alla Terra: e' la Terra che gira attorno al Sole. Il Papa
piglia la palla al balzo: "Che sara' scemo? L'avete mai vista voi una
cosa che gira intorno al suo riscaldamento? Via!". Lo misero in galera
venticinque anni a girare intorno alla stufa elettrica. A parte poi
che non e' che ci ha messo cinque miliardi qui da soli: insieme ad
animali, vegetali, minerali, cacciaviti, chitarre, seggiole,
teatri-tenda... un casino! Poi dice: all'inizio era il Caos e Dio fece
l'Ordine. O che c'era prima?! Che poi gli animali non e' che eran come
ora: mi dispiace che si sono ammazzati, son esseri sensibili, pero'
all'inizio dei tempi erano proprio animaleschi! Lo dice il termine,
erano migliaia piu' degli uomini perche' proliferavano ed erano piu'
resistenti e in piu' rompevano le scatole! Non si campava! L'uomo
delle caverne si svegliava... non e' che c'era un gallo! Ce n'era un
miliardo! Chicchirichi'! Di', oh c'e' i Rolling Stones! Uno si
svegliava, andava a lavarsi il viso: pescecani, piranha, coccodrilli,
non si poteva mettere le mani. Mangiavi una mela per fare colazione:
lombrichi, bachi, sembravano un vagone. Tornavi a casa: distrutta,
c'e' passato un mammut, un dinosauro. Vai a fare la popo': tafani,
mosche, zanzare, non c'era verso di spogliarsi. Andavi per andare a
letto: un miliardo di lucciole, sembrava lo stadio Maracana'! Mandi
via le lucciole, ricominciano i galli: chicchirichi'! Dio!!! All'uomo
gli prese l'esaurimento nervoso! Tutto per colpa degli animali! Arriva
Dio che si era distratto, vede 'sto casino, chiama Noe': Diluvio
universale. E chi fa salvare? Gli animali! E' tutta colpa sua! Allora
non ci siamo capiti? Lasciamo perdere 'sta distrazione! Tutto il
genere umano viene distrutto. Questo Noe' piglia la sua famiglia: c'ha
la moglie, fa tre figli: Sem, Cam e Jafet, tre maschi... Un'altra
volta rifanno tutto il mondo! Altro misterissimo della fedissima. A
quell'epoca erano double-face. Allora si rifa' il mondo, dopo un po'
comincia il casino: infelici lo stesso!
40. Caino e Abele. Siamo tutti fratelli: i fratelli Taviani, i
fratelli Lumière, i fratelli Karamazov, le sorelle Adamoli, i fratelli
Bardazzi... Ce ne sono altri due nel mio paese, i Fratellini, Rocco e
i suoi fratelli, i fratelli Cervi, i fratelli Fabbri. Rosanna
Fratello, e via e via e via, e ne aggiungerei un altro: e via! Ma i
primi veri due fratelli dai quali tutti noi discendiamo, amici
infelici, erano Caino e Abele. Non c'e' errore di stampa, e' proprio
scritto cosi'. Caino e Abele dettero luogo a tutto il mondo e c'e' un
asterisco sulla Bibbia, vedere per la spiegazione in fondo, e se
andiamo a vedere in fondo ando' cosi'. Quando eran piccini tutto
regolare: Caino un po' piu' nervoso e Abele piu' perbene: "Buongiorno,
mamma!". "Buongiorno a te!". "Buongiorno, babbo! Come stai?". "Bene
grazie, non c'e' male". "Figurati, ciao eh...". Insomma, tutto perbene
Abele. Caino invece un po'... "Buongiorno!". "Che e' 'sto buongiorno?
Che mi interessa?". Quando erano piccoli niente di strano, quando
cominciarono a crescere, che il sesso cominciava a bollire nella
pentola dell'uomo, a scoperchiare il cervello erotico... beh, bisogna
buttar giu' la pasta, ragazzi... "Mamma, ciao!". "Caino, non far
tardi!". "Mah! Se trovo qualcosa puo' darsi che rimanga a dormire,
arrivederci! Ciao, Adamo! Ciao, Abele!". Andava fuori, cominciava a
guardare: zebre, sassi, piante, fiumi, stelle, foglie, frutti,
Scalfari, Celentano, ma di donne, non c'era l'ombra! Non gli riusci' a
incontrare una donna a pagarla oro, e non ce n'era proprio! Primo
sabato niente, il secondo sabato uguale, terzo sabato uguale, alla
fine non ce la faceva piu'. Comincia a dargli di balta il cervello e
comincia a guardare Abele in maniera un po' strana... "Caro Abele...".
"Cosa?". "Niente! Ho detto caro Abele, sembri un po' nervoso oggi...".
"Perche'?". "Niente, sei mio fratello...". "Uhm, cosa?". "Niente, ho
detto: sei mio fratello! - dice. - Ci mancherebbe altro che tu fossi
la mia... ti vedo un po' nervoso! Guarda li' come cammina di dietro!".
Insomma, questa malsana idea comincio' a entrargli in testa, finche'
ci pensa tutta la notte e un giorno chiama il fratello e lo
redarbonisce un po'. "Abele! Vieni un minuto qua, per curiosita'.
Scusa, nel mondo c'e' le cose maschili e femminili, no? Sappiamo, come
si chiama nostro padre, che e' un uomo?". "Adamo!". "Uhm, e io?".
"Caino!". "E te?". "Abele!". "Guarda un po', strano: Adamo, "o", la
finale, dico. Caino, "o"; te invece: Abele, "e", femminile plurale.
Non e' proprio Eva, "a", pero'... Ciao, Abele, ci si vede, eh?". Abele
comincio' a impaurirsi, narrano i giornalisti dell'epoca: girava
proprio armato. Ora, questo Caino, sempre piu' indispettito, un giorno
lo chiama: "Abele, guarda... m'avete fatto uno scherzo e mi e'
piaciuto, mi son divertito, pero' il gioco e' bello quando dura poco,
eh?! Bisogna arrivare a essere cinque miliardi e bisogna darsi da
fare, eh? Te devi essere mia moglie per forza. Abele! Vai a casa,
mettiti un tailleurino rosa e fatti la barba che mi vergogno di fonte
al mondo di avere una moglie va in giro vestita cosi'! ". Abele
insiste che e' un uomo. Caino non ci vede piu': gli salta addosso e
l'ammazza! Era il primo delitto della storia. S'impauri', si nascose.
Ma Dio lo vide e si arrabbio': "Caino, Madonna bonaaa! - Caino sempre
piu' nascosto. - Caino! Dio bonooo!". "Che?". "Dov'e' Abele?". "Chi
Abele?". "La tua sorell... il tuo fratello! Mi hai fatto imbrogliare
anche a me, imbecille!". "Non lo so!". "L'hai ammazzato! te andrai
all'inferno". "All'inferno?! Ce n'e' donne?". "Stai zitto!
Sottosviluppato!". Bum!! Lo mando' giu' all'inferno. Il diavolo
contento: arrivava la prima persona che vedeva. Aveva appena finito di
preparare. Entra questo Caino, vede un altro essere vivente e va
subito a presentarsi: "Buongiorno! Piacere, Caino!". Il diavolo dice:
"Il piacere e' tutto mio: Satana!". "Satana, "a"!". Bestia della
miseria! Ci fu una rincorsa nei gironi: al VII Girone lo prese, e da
questo terribile connubio tra Caino e Satana nacque l'infelice genere
umano.
41. Dio, Manitu', Budda... : Mi veniva in mente... Se quando uno muore
va di la' e invece del nostro Dio ne trova un altro... Ci pensi che
figura? Metti, che so, si trova Manitu', quello degli indiani. Che
figura si fa? Uno va di la', vede uno con la penna, la pipa...
"Buongiorno, cercavo Dio". "Augh". "No, dico Dio". "Augh". "Io ho
letto "Tex", non so se puo' servire, la squaw, le verdi praterie, eh?,
i sentieri di Manitu'...". "Allah, trovare Allah...". "A proposito,
Allah, tu che sei di quelle parti del Medio Oriente, levami una
curiosita': che c'e' in quella zona?". Budda!... Pensa a trovare
Budda... Budda, grasso in quella maniera... C'e' gente che non l'ha
mai visto, non sa neanche chi e'. Alla mi' mamma gliel'ho chiesto: "Tu
sai che e' Budda?". Uno muore, va nell'aldila', trova Budda con quella
pancia... dice: "Mah, tutto m'aspettavo fuori che quel bischero di
Craxi pigliasse il potere anche di qua..."
42. I Sette Vizi Capitali: Il nuovo genere umano e' tremendo, un
maialaio: Sodoma, Gomorra, Poppea, Pompei, Cutolo, Nerone, un casino
insomma, non si capisce niente. Allora Dio non ci vede piu', dice: "
'Sto pianeta mi... mi fa veramente girare la testa! Non ci voglio piu'
perder tempo, eh? Ora vi dico le cose che si deve fare e quelle che
non si deve fare, ve lo fo scrivere e non ci voglio piu' metter piede.
Mose'! Vieni quassu', scrivi! Allora, i Dieci Comandamenti... scrivi
su una pietra qualsiasi! I Dieci Comandamenti, i Sette Vizi
Capitali... Figurati quanto ci si mette a scrivere i Sette Vizi
Capitali! I Sette Vizi Capitali sono: Ira, Lussuria, Invidia,
Superbia, Gola, Accidia, Avarizia... Ora Dio nella confusione del
momento non si e' accorto che questi Sette Vizi Capitali Lui ce li ha
tutti e sette in pieno, veramente, tutti e sette!
43. La Superbia: se c'e' uno piu' superbo di Lui: "Io son Dio l'essere
perfettissimo, potentissimo, in ogni luogo, in confronto a me Nembo
Kid e' un imbecille, Budda lo piglio di tacco, si faccia avanti chi se
la vuol fare con me, voglio vedere chi ha il coraggio,
paraponziponzipo' ". Poi anche il nome. Gli altri dei c'hanno un nome:
Giove, Budda, Allah... Lui: Dio! Se si chiamava con un nome piu' umile
era piu' simpatico a tutti no?! Che so: "Io sono Guido, non avrai
altro Guido all'infuori di me". Era piu' simpatico, no? "Aiutati che
Guido t'aiuta!", "Piove come Guido la manda". Sui ponti
dell'autostrada: "Guido c'e'". Insomma, era piu' simpatico, veniva
bellino: "Allora Dio, nell'Alto dei Cieli...". "Che alto dei Cieli?
Son qui a mezz'aria". Insomma! Poteva essere piu'... "Padre
Onnipotente". "Che Onnipotente? So far qualcosa, ora non esageriamo!"
44. L'Ira! Se c'e' uno che si incazza piu' di Lui, ragazzi! Dalla
mattina alla sera non c'e' un momento che e' calmo: gia' all'inizio
Adamo ed Eva gli presero una mela. "Eeeeh! Fuori di casa mia! Te
partorirai con dolore! Te lavorerai con sudore!". Per una mela? Te la
pago, mamma mia! Un casino! No, ora io posso anche ammettere: gli
hanno preso una cosa che ci teneva. Uno se la piglia, no? Ma poi ti
passa... A lui non gli e' ancora passata. Son duemila anni che ci fa
battezzare per quella mela. Tutto il giorno me lo immagino, in casa:
"Madonna, m'hanno rubato una mela, Dio bono, accidenti a loro mi
piaceva tanto e non gliela volevo lasciare, ora chi me la ripaga, mi
piaceva a me, la volevo far cotta, me l'hanno presa". "Fattene
un'altra...". "Ma mi piaceva quella, Madonna bona, ora voglio vedere,
metto un albero di fichi, voglio vedere se mi pigliano anche quelli".
Una cosa, guarda! Poi dice aumenta il prezzo della frutta! A quel
tempo una mela costava l'ira di Dio! Guido, te lo sai, t'ho voluto
bene, accidenti a te! E' venuto a vedere lo spettacolo, e' qui sopra,
non ha mica pagato il biglietto, figurati, se passa di la', paga, e'
pure tirchio eh? Vieni a pagare le cinquemila lire, accidenti a Guido!
E' di piu', lo so. Cinquemila lire ti garberebbe, eh? Ottomila, nove!
Allora non viene proprio nemmen qui sopra, se e' nove non si fa
proprio vedere nella zona. Guido, si fa per scherzare, eh? Non vorrei,
siccome siamo all'aperto, m'arriva un fulmine, Guido, per dire due
battute, sai com'e', no? Ti sara' capitato anche a te, no? Accidenti!
Pensa che mo' io mi ritrovo di la'... "Benigni, ti sembrava d'esser
simpatico con quello spettacolo? Vado a mangiare insieme a Guido,
dice: 'Piglia 'sta macedonia'. "No grazie, non si sa mai cosa c'e'
dentro, ci fosse un pezzo di mela, tieni Guido, un pezzo di mela nella
macedonia".
45. La Lussuria? Ora non voglio entrare in fatti privati, pero' cinque
miliardi: tutti figli suoi! Lasciamo perdere!
46. L'Avarizia? Se c'e' uno piu' avaro, ragazzi! A parte che il suo
popolo prediletto sono gli ebrei: gli ha promesso un pezzo di terra;
son tremila anni, non gliela da'! Mose', come ti dissi? "Promessa".
T'ho mica detto: "Terra data", Mose'!
47. L'Accidia! Ragazzi, se c'e' uno piu' pigro di Lui! E' proprio la
pigrizia in persona, e' stato un'eternita' senza far niente! Prima di
fare il mondo non ha fatto niente! Ma non un giorno, un'eternita'!
Poi, un giorno, sdraiato, decide di fare il mondo. E il settimo
giorno: riposo! Da allora non l'ha visto piu' nessuno! Fosse venuto a
fare un ritocco! Ce ne sarebbe anche bisogno! Niente, proprio!
48. Lo sventrapapere. Ma cosa avete voi donne che attira cosi' l'omo?
Me lo avete a dire, oramai sono giunto all'eta'. Devo sapere cosa
c'avete in quella zona la', giusto per saperlo. C'hai un trattore? Un
treno? La Firenze Mare? La galleria del Monte Bianco? Fammi vedere un
secondo, giusto per vedere un attimo quell'affare la'. Mai visto? Si',
qualche volta si', a dir la verita'. Ma come mai attira tanto l'omo
quell'azienda la'? Piero Angela dov'e'? Angela, ma lei ha fatto il
viaggio dentro al corpo umano me lo vuol dire cosa c'e' la' nella
donna? Gia', si e' fermato prima perche' li' e' zona pericolosa.
L'hanno messa al centro del corpo perche' cosi' non ci si sbaglia mai.
Come si chiama da piccini? La gattina, la chitarrina, la passerottina,
la fisarmonica... ognuno le ha messo il nome suo, la picchia, la
crepaccia, per i napoletani e' la pucchiacca! E' bellissima, e'
focosa... La tacchina, la topa, la sorca, la patonza, la bernarda, la
gnocca, la gnacchera, l'anonima sequestri. Poi i termini medici, la
vulva... Oh, la vulva fa paura, guarda che vulva! E' spaventosa. Ce
n'e' anche per quello maschile: pisello, pisellino, pistolino, pipino,
poi quando si cresce il randello, la banana, la verga, la mazza, il
cetriolo, il pesce, l'uccello, lo sventrapapere, lo spaccapassere, il
Blackedecker, il piu' lo butti giu' e piu' ritorna su...
49. "Hymn of the corp sciolt"
E questo e' l'inno del corpo sciolto
lo puo' cantare solo chi caca di molto
se vi stupite la reazione e' strana
perche' cacare soprattutto e' cosa umana.
Noi ci svegliamo e dalla mattina
il corpo sogna la latrina
le membra posano in mezzo all'orto
e questo e' l'inno, l'inno si', del corpo sciolto.
Ci hanno detto vili, brutti e schifosi
ma son soltanto degli stitici invidiosi
ma il corpo e' lieto, lo sguardo e' puro
noi siamo quelli che hanno cacato di sicuro.
Pulirsi il culo da' gioie infinite
con fogli di zucca di bietola o di vite
quindi cacate perche' e' dimostrato
ci si pulisce il culo dopo aver cacato.
Evviva i cessi, sian benedetti
evviva i bagni le toilettes e i gabinetti,
evviva i campi da concimare
viva la merda e chi ha voglia di cacare.
Il bello nostro e' che ci si incazza parecchio,
ci si calma solo dopo averne fatta un secchio.
La vogliam reggere per una stagione
e con la merda poi fare la rivoluzione.
Pieni di merda andremo a lavorare
poi tutto a un tratto si fa quello che ci pare
e chi dice te fai questo o quello,
gli cachiamo addosso e lo copriam fino al cervello.
Cacone merdone stronzone puzzone
la merda che mi scappa si spappa su di te!!!

50. La penicillina. Perche' Dio le invenzioni non ce l'ha fatte
scoprire subito, siamo tutti figli suoi! Il riscaldamento: ne ha fatti
morire un miliardo di freddo. Ha fatto Adamo, ha preso una costola e
ha fatto Eva. A quel punto, visto che c'era, poteva prendere, non so,
un orecchio a Eva e fare un termosifone! Insomma, volevo dire: almeno
c'era gli uomini senza una costola, le donne con un orecchio in meno,
pero' ci si riscaldava, no? La sera, me li immagino Adamo ed Eva. "Eh,
Eva? Si sta bene al caldo, eh? Eh? Si sta bene al caldo? Voltati da
quell'altra parte! Dammi quell'altro orecchio, si fa un forno!".
Insomma, ora gli uomini muoiono di freddo e le donne ci sentono. Sono
gusti... Che poi e' una cosa, insomma! Stava li' a vedere i poveri
uomini delle caverne a fare scintille... "Oggi voglio vedere cos'hanno
inventato paraponziponziponzi, vediamo se scoprono il fuoco, zac, zac,
zac, non fanno una scintilla paraponziponziponzi". Si divertiva!
Poteva buttare una scatola di cerini. Niente, no! Un fulmine e
distruggeva ogni cosa! Come se uno mi chiede da accendere e piglio il
lanciafiamme. Gli antibiotici. Un'invenzione importante come gli
antibiotici! La penicillina! Lo sapete dove l'aveva nascosta la
penicillina? Nella muffa. Dice: "Dove la posso mettere che non la
trovano?" Una cosa importante come gli antibiotici! C'e' gente che
l'ha cercati tutta la vita: "Eppure ci dev'essere gli antibiotici, o
dove l'ha messi?". "Hai guardato in cantina?". "Non ci sono!". Dio
bono! Li poteva mettere sul comodino di Adamo. "Adamo, se ti viene
un'influenza, gli antibiotici sono li'". "Grazie." "Quando ne avete
bisogno... Arrivederci!". Le cose, le pile! L'energia! Lo sai a chi ha
dato le pile il Nostro Signore? Alle rane! Galvani, Volta le hanno
dovute torturare: spille nelle braccia e nelle gambe per farsi dare le
pile. "Ce l'avete voi, maledette rane! Datemi la pila: c'ho un girino
in ostaggio! Parla, parla maledetta rana!". Insomma dare le pile alle
rane e' come dare l'abat-jour alle anguille! O che si fa in quella
maniera?!
51. Craxi: nacque, nocque. (Roberto Benigni, da "E l'alluce fu")
52. Nicoletta Braschi: "Buono questo dolce! L'ha fatto sua moglie?".
Benigni: "No, non sono sposato". Braschi: "L'ha fatto sua madre?".
Benigni: "No, non sono nato". (Da: Johnny Stecchino)
53. Questo e' il resoconto che Roberto Benigni fece di una breve gita
della sua classe a Firenze e alla Certosa del Galluzzo. Era l'anno
scolastico 1969-70, Benigni faceva la IV al Datini. La professoressa
Fernanda Livi Ligi era la preside. Piraino, Breschi, Sturlini e
Tempestini erano tutti professori del Datini.
Resoconto della visita al centro elettromeccanografico della Cassa di
Risparmio di Firenze, effettuata il 26/3 u.p.i.m. (ultimo passato il
martedi').
Partenza 8,30 circa da piazza S. Francesco. Vediamo spuntare una
pelliccia che a me sembrava di Orangotango, poi abbiamo scoperto che
era di leopardo; era la signora Piraino Igea Fauna, poiche' cambia
pelliccia di animale tutti i giorni, escluso il venerdi' che e'
vigilia. Partenza! Prima di entrare sull'autostrada faccio gentilmente
notare ai miei compagni il paesaggio, la flora pratese, (non e' la
Piraino) e un cielo azzurrognolo tagliato da uno strano ma incantevole
arcobaleno... ci accorgemmo dopo poco che era il semaforo. Avevamo
preso disposizione con la signora Livi Ligi che ci aspettasse davanti
alla Cassa di Risparmio, ci sara'? Si', la troveremo poi; per
precauzione c'e' sempre il solito esagerato del Brunetti che ha
portato il microscopio, bastava il cannocchiale! Entriamo
(ordinatamente) nella Cassa di Risparmio e ci dirigiamo verso la sala
macchine. Mi sorge un dubbio, non ci sara' mica la Pagnini? Poi mi
rassicurai perche' ancora biciclette un n'avevo viste! C'erano tre
file di impiegate che facevano i calcoli su delle cambiali presentate
allo sconto, ce le fanno osservare, e a un certo punto vedo un nome su
delle cambiali che non mi e' nuovo: Giuntini. Orca l'oca! Che hanno
messo la tassa sui neonati? Sembra li faccia in ciclostile. Dopo poco
viene avanti il direttore, che a me sembrava Cyrano di Bergeraque
(cosi' nel testo, ndr), ma abbastanza cordiale e gentile che ci spiega
tutta la situazione e ci porta a vedere i calcolatori elettronici Ibm
nella sala accanto; ad un certo punto non vediamo piu' la signora Livi
Ligi: e' sparita; no, per fortuna si era solo chinata ad allacciarsi
una scarpa. Il direttore ci spiega perfettamente il funzionamento e lo
scopo di questi eccezionali calcolatori, nonche' dei cervelli
elettronici, poi, dopo aver fatto un'altra accurata visita al reparto
titoli, ci fa vedere un'antica cassaforte di circa un secolo fa fatta
a baule, in legno, veramente bella, con la chiusura a chiave; appena
la vidi mi venne in mente la signora Tempestini, la metto dentro, un
colpo di chiave e via! Domandai la larghezza della cassaforte: un
metro e venti; niente da fare, n' un c'entra. Dopo un poco usciamo e
andiamo a visitare una cappella dove c'era una fiera di beneficienza,
colgo l'occasione e prendo il biglietto: n. 28, toh, dissi, ho vinto
il Breschi! (Poiche' mi venne in mente il suo numero di cassetto).
Poi, diciamo la preghiera e andiamo a comprare dei panini per fare uno
spuntino, a me lo doveva pagare la Fernanda perche' me lo aveva
promesso; da ragazzo gentile non approfittai, presi solo un piccolo
sfilatino con il prosciutto che mi riempi' e... vuoto' il borsellino
della Fernanda. Intanto cominciava a cadere una pioggerella; allora
saliamo di corsa in autobus e ci dirigiamo verso la Certosa del
Galluzzo, che erano, mi pare, le 12,30; era ancora presto, tanto
avevamo avuto informazioni precisissime per quanto riguardava
l'orario di visita alla Certosa che ci avevano detto era fino all'una.
Appena arrivati scendiamo dall'autobus, e poiche' c'era una
pioggerella, prendiamo gli ombrelli; sto per arrivare sotto le logge
quando sento una confusione tale, e la voce della signora Livi Ligi
che gridava: ma chi e' quel... che ci ha dato l'orario di visita
sbagliato! Orca l'oca! Mi venne in mente che ero io! Via! Via! Dove?
Mi tocco' sorbirmi tutti e tre gli atti della 'Fernanda furiosa' , che
si trasformo' in 'Fernanda innamorata' appena vide davanti a se' il
bel frate della Certosa che gentilmente si offri' di farci lo stesso
da guida anche se eravamo un po' in ritardo. Cominciammo a visitare
una grande stanza dove c'erano dei quadri che erano veramente
interessanti. Ci spiego' tutto la guida la quale ci disse che si
chiamava Leone, meno male che la signora Piraino non senti' se no
l'ammazzava e si faceva una pelliccia; tornando al frate a me faceva
l'idea che avesse sbagliato mestiere, forse perche' aveva davanti
tutte quelle belle ragazze di classe mia, ma stava sempre a parlare di
donne, di moglie... eh? Una moglie per il frate! Orca miseria! Mi
venne in mente la Pagnini! Glielo lo faro' sapere! Tornando al frate,
dicevo, questi ci fa visitare attentamente tutto e a un certo punto ci
porta per un cortile fatto a giardino dove c'era una specie di
cimitero con diverse tombe, mi metto velocemente a leggere i nomi che
c'erano sopra, niente da fare la Tempestini l'e' sempre viva! Dopo
questa, diciamo, delusione il nostro frate pazzerello ci porta a bere
un goccio in una specie di farmacia-bar e poi ce ne andiamo. Mentre
andiamo verso l'autobus, pioveva ancora, faccio per aprire l'ombrello
e m'accorgo che un ce l'aveo piu'. Via di corsa a rifare tutto il giro
della Certosa, o guarda se un mi vanno a rubare il mio ombrello che
era nuovo di zecca, oh! me l'avea comprato il mi' babbo appena 12
anni fa; per fortuna incontro Leone, che va a vedere e infatti lo
trova dentro uno sgabuzzo, che ce l'avea messo un altro frate, dice si
chiamava frate Frega. E ci credo! Risaliamo tutti in autobus e via
verso casa! Ed ora ringrazio tutti voi che avete ascoltato / anche se
qualche volta io ho esagerato / mi perdonino poi i professori / se
alcune volte ho dato di fori / che volete, tanto lo sa anche lo
Sturlini / che siamo ancora un po' dei bambini / Ringrazio poi la
signorina per una cosa / che insieme a me ha procurato il preciso
orario della Certosa / Ed ora che ho fatto il mio dover con tutto il
cuore / anche voi professori mi dovreste un bel favore / o a giugno
date a me la promozione / oppure questo poema lo metto in
circolazione! The End.
54. Avevo pensato di scrivere questa introduzione in versi. Ma non
c'e' stato verso poiche', per certi versi, l'idea non mi piaceva e
preferii l'inverso. Riscrissi il capoverso in modo assai diverso
perche' attraverso i versi tutto appariva avverso e controverso. Scusa
se tergiverso, ma ormai un perverso spirito attraversa il mio universo
e decisi viceversa, versando verso l'alba sul letto di traverso, di
riserva quei versi tutti in prosa.
55. Nella parola doppio c'e' la parola oppio, nella parola oppio c'e'
la parola pio e dentro a pio ci sono io.

56. La marcia degli incazzati di Roberto Benigni.
Questa e' la marcia degli incazzati/
questa e' la marcia degli arrabbiati/
sono incazzato, andate via/
sono incazzato, perche' non lo so,/
per fatti mia.../
Sono incazzato con i parenti/
sono incazzato coi conoscenti/
sono incazzato, sono aggressivo/
sono incazzato, se trovo il prete/
lo mangio vivo.../
Sono arrabbiato, sono nervoso/
sono incazzato, sono scontroso/
se uno mi dice: "Calmati, su".../
l'e' proprio quando mi ci incazzo ancora di piu'/
Questa e' la marcia.../
smetti di andare a lavorare/
se dicon: perche'?/
digli: "Perche' m'ho da incazzare".../
Tutti incazzati, tutti arrabbiati/
oh... finalmente ci siam svegliati.../
se n'e' uno calmo, eccolo li'/
fallo incazzare e poi gridagli cosi'.../
Questa e' la marcia... (ad libitum)




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