| Galatina
Toponomastica: Sulle origini di Galatina non si hanno fonti documentabili tali da far supporre una data certa di urbanizzazione del loco Si pensa che il toponimo derivi da Calos-Athina bella Atene oppure Galactos-Athina cioè Atene di latte.
Galatina, per la sua ricchezza storico-culturale, per le sue bellezze architettoniche e naturalistiche e per le sue specialità gastronomiche, offre molto al turista anche più esigente un modo di far vacanza che è l’ideale ogni stagione dell’anno. Andiamo alla scoperta di questi tesori nascosti iniziando dalla storia, dall’arte, dagli artisti e dagli artigiani che ancora oggi contribuiscono a tenere alto il buon nome della città.
stemma
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Lo stemma cittadino è composto da più elementi: su uno scudo finemente lavorato sono impresse due chiavi incrociate con sopra una corona baronale a tre punte e con sotto una civetta; lo scudo è sovrastato da una corona con sette porte .
Alcuni cenni storici: il primo stemma era rappresentato soltanto da due chiavi incrociate a testimonianza della fedeltà alla Chiesa Romana. Questo è uno dei pochi esempi in Italia di città che possono fregiarsi del simbolo della Città del Vaticano. Le chiavi decussate erano state donate a Raimondo Orsini del Balzo che aveva salvato papa Urbano VI dall’assedio angioino di Nocera Umbra permettendogli di riparare a Genova.
Successivamente nello stemma fu inserito un cartiglio, di cui però non rimane traccia, con l’iscrizione in latino di un salmo della Bibbia che declamava “le forze del male non prevarranno su questa terra” (il passo del vangelo era dedicato a S. Pietro protettore, insieme a S. Paolo, della città chiamata, fino all’Unità d’Italia, S. Pietro in Galatina).
Con il riconoscimento del titolo di “città”, avvenuto il 21 luglio 1793, lo stemma fu arricchito di una corona con sette porte sovrastante lo scudo (chi non si fregia del titolo di città le porte sono tre).
Sul finire del XVII secolo fu aggiunto un altro elemento voluto dagli intellettuali del tempo per ricordare le origini magno-greche della città: la civetta simbolo della dea Minerva. Questo elemento, benché inserito per ultimo in ordine di tempo, è divenuto ben presto il simbolo principale di riconoscimento della città tanto che l’epiteto per gli abitanti di Galatina è “cuccuasci” (civette).
Curiosità: Nei paesi della Grecia Salentina (a cui Galatina apparteneva) la civetta è chiamata “o tànato” [la morte] perché da sempre il verso di questo volatile simboleggia o presagisce la morte.
autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis> |