| Alezio le ville ed i giardini di delizia
A partire dagli inizi del 1700, come abbiamo già prima detto, vi fu una riorganizzazione dell'habitat rurale che si concretizzò nella realizzazione di aristocratiche residenze campestri usate dalla nobiltà di Gallipoli per trascorrere lunghi periodi di villeggiatura, quindi ville, casine e casini caratterizzarono il paesaggio. Il fattore comune è l'esaltazione del giardino chiuso, interpretazione poetica del tipico giardino all'italiana, dove l'elemento naturale e l'elemento artistico si combinano per creare sorprendenti scenografie, pozzi monumentali, fantasiosi padiglioni con pergolati, raffinati sedili in pietra, riposanti ed accoglienti coffee-house, geometriche intersezioni di vialetti, dove comunque il pozzo è il monumento principale. Altro notevole interesse suscita il portone d'ingresso costruito spesso con la dura pietra locale il carparo, quasi un biglietto da visita per chi si appresta ad entrare.
Vogliamo ora percorrere, seppur brevemente, un itinerario alla conoscenza di alcune di queste ville. Villa Renna
Inizieremo, anche per ragioni affettive, da villa Renna, attualmente di proprietà degli eredi De Tomasi. La villa si trova all'imbocco della strada che porta da Alezio a Sannicola, dove altre ville come casino Rodogallo, villa Costa, villa Spirito già Fabbri, casino Cartenase ed altri ancora che vale la pena di visitare con calma in compagnia di una guida esperta. Ritornando a villa Renna constatiamo, purtroppo, che ha subito diversi danni. Circa 10 anni fa, infatti, il bellissimo prospetto con un balconcino lavorato nella tenera pietra leccese è stato notte tempo trafugato da ignoti che, sempre su commissione, hanno persino staccato le piastrelle della cucina cosiddetta "economica" situata al piano terra ed alcuni mobili e "pile" in pietra leccese che adornavano il giardino. Della villa, che attualmente non è fruibile per i danni arrecati dall'uomo e dal tempo, ricordiamo la presenza di una cantina con palmento all'interno della villa che una volta era circondata da un vigneto non più esistente e da un agrumeto ormai seccato.
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la strada Alezio-Tuglie
Dal portone principale di villa Renna ci dirigiamo verso l'abitato di Alezio svoltando subito a sinistra sulla strada provinciale che porta a Tuglie. A circa un chilometro dall'imbocco della strada, all'altezza di un curvone troviamo il convento Starace sulla destra e proprio di fronte ad esso il casino Astuto che si segnala per l'imponente entrata e i suoi giardini chiusi all'interno. Subito dopo il casino Astuto, svoltando a sinistra nella cosiddetta strada vicinale Prandico, si trovano casino Palmentola ed il casino Consiglio, da dove potremo notare il doppio filare di enormi pini domestici del casino Renna che abbiamo già visto; infine villa Prandico dal nome della zona di proprietà della famiglia Teseo che lo ha riportato all'antico splendore . Ritornando sulla strada provinciale per Tuglie stavolta svolteremo, fatto qualche metro, sulla destra accanto al casino Motta famoso pare per essere stato giardino di delizie dei tre fratelli vescovi che si sono succeduti alla Curia arcivescovile di Lecce tra il 1671 ed il 1734. Ricordiamo i loro nomi: Antonio Pignatelli divenuto poi papa col nome di Innocenzo XII, Michele ed infine Fabrizio Pignatelli che passò alla storia per la scomunica fatta alla città di Lecce che durò dal novembre del 1711 all'aprile del 1719 ed inoltre per essere stati i committenti di quel capolavoro che è il palazzo del Seminario fatto dall'architetto Giuseppe Cino in piazza Duomo a Lecce. |
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Villa Prandico [Pràndico]
L'attuale accesso che ci ha fatto raggiungere la villa non è l'ingresso originario che si apriva sulla strada Alezio- Sannicola e che raggiungeva la villa mediante un viale alberato lungo oltre 500 metri . Appena entrati, oltre che dal prospetto della villa, si rimane colpiti dai due giardini chiusi che fanno da cornice alla villa che, posti lateralmente, consentono la visione totale della facciata. La costruzione offre dei bei motivi decorativi realizzati con lo stucco. La villa nata alla fine del 1700 ricorda l'uso di questo materiale per creare decorazioni care al nuovo stile rococò di cui abbiamo un esempio nella stessa Gallipoli con la facciata in stucchi di Palazzo D'Ospina; sarebbe infatti stato impossibile ricreare gli stessi effetti con la dura pietra tufacea del luog il carparo. Sia il prospetto principale impreziosito da un elegante balconcino che si insinua tra due ampi balconi laterali sia il prospetto esterno con due finestre accanto alla porta e su di essa un'altra elegante finestra quasi ovale sormontata da un balconcino ci ricordano alcune trovate architettoniche zimbalesche. Raffinata è la scala interna mentre, alle spalle del fabbricato, notiamo gli alloggi per i contadini e la cappella; il tutto inframmezzato da viali e rigogliosi frutteti. Da notare, per ultimo, un mascherone apotropaico sul belvedere del terrazzo, mentre altri mascheroni sono per lo più presenti nelle architravi dei portali di entrata per scacciare gli eventuali spiriti maligni dalla casa. |
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Casino Doxi-Stracca
Proseguendo per questa strada, ad un incrocio, svolteremo a sinistra per incontrare la monumentale entrata del casino Stracca, dove possiamo notare, sulla destra, i resti di quello che era uno dei tanti frantoi ipogei della zona. Si accede all'interno del frantoio scendendo una scala intagliata nel tufo e dove vi sono ancora i resti delle pile e delle sciaghe che erano le stanze per la conservazione delle olive prima che venissero schiacciate dalle enormi ruote di pietra che troviamo ancora sparse per il locale. Parte del tetto è crollato e sarebbe auspicabile un intervento di ripristino di questo importante monumento pre-industriale. Casino Stracca, costruito nella metà del 1700 per volere di Pasquale Doxi-Stracca, divenne famoso nel secolo successivo per essere diventato luogo di una delle più famose rivendite carbonare esistenti sul nostro territorio. Infatti proprio in questa villa nel 1848 venne arrestato dopo i moti carbonari Epaminonda Valentini cognato di Stanislao e di Antonietta De Pace tutti facenti parte della carboneria e attivamente impegnati insieme a Francesco Patitari nella lotta per il rovesciamento dei Borboni. E' disarmante constatare l'attuale stato di degrado e di abbandono in cui versa quest'importante residenza campestre. Del casino Stracca vogliamo segnalare gli elementi superstiti del giardino chiuso ed i raffinati motivi decorativi della cappella settecentesca staccata dal corpo della villa. |
Casino Senàpe-De Pace
Usciti da casino Stracca e ritornati all'incrocio, svoltiamo a sinistra. Dopo un breve tratto di strada asfaltata tra vigne e chiusure olivetate con alberi d'olivo secolari, che con il loro tronco mangiato dalle carie essi stessi sono un monumento di forme creato dalla natura, raggiungiamo il casino Senàpe già De Pace attualmente trasformato in un agriturismo per poter godere appieno delle gioie della campagna circostante. L'elegante residenza campestre, fatta costruire dai De Pace con cui i Senàpe si imparentarono, è il risultato di vari interventi fatti in epoche diverse con il corpo centrale che si può far risalire alla metà del 1700 come testimoniano i motivi decorativi della cappella e gli elementi in carparo usati per dividere le mangiatoie dei cavalli. Il prospetto, frutto di lavori di consolidamento e ristrutturazione fatti nel 1805, si abbellisce grazie ai massicci pilastri con arcate che al piano superiore hanno determinato una sorta di balcone. Da segnalare infine le colonne dei viali e i sedili in pietra del giardinetto retrostante.
Casino Camerelle
Usciti da casino Senàpe e svoltando a sinistra sulla provinciale per Parabita, sempre a sinistra, si incontra casino Camerelle proprio sul confine tra i feudi di Alezio e Parabita. Questo casino è famoso per essere stato di proprietà del noto agronomo Giovanni Presta al quale, ricordiamo, è intitolato l'Istituto Tecnico Agrario di Lecce . Di particolare importanza, nel prospetto principale, il balcone che sembra quasi un mignano. Accanto vi è una cappella che è ormai spoglia visto che anche questo luogo è stato purtroppo abbandonato da tempo. Di fronte al prospetto principale vi è un pozzo sormontato da colonne che sostengono il vecchio e logoro pergolato e si possono scorgere tracce di quello che erano dei giardini chiusi.
Casino Rocci
Dietro di esso troviamo casino Rocci o villa Rocci-Cerasoli che aveva l'ingresso originario dalla vecchia strada Alezio-Parabita. Anche questo bene è attualmente in completo stato di abbandono. Nella cappella si possono ancora vedere alcuni affreschi con lo stemma della famiglia Rocci-Cerasoli, mentre sul piazzale antistante restano ancora i segni dell'elegante motivo delle aiuole e dei lunghi sedili in pietra. altre ville
Da segnalare in questa zona anche casino Passaby e casino Garzìa. autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis> |