| Arnesano toponomastica
L’origine del nome deriverebbe da Arnius antico nobile romano, di cui non esistono documenti, o più probabilmente dalla parola Arna che significa concavità, visto che il paese si trova in una depressione naturale del terreno.
Arnesano storia
Molti i ritrovamenti fatti nella zona e conservati nel museo provinciale di Lecce come selci, monete, oggetti in bronzo e fittili. Inoltre è stata ritrovata una tomba in zona “Riesci” risalente al neolitico ( circa 2500 a.C.)con un corredo funerario composto da tre vasi ed un piccolo idolo di pietra.
Il paese, situato in un area depressa denominata “Cupa”, storicamente apparteneva alla contea di Lecce. Arnesano, nel 1464, fu dato in feudo da Ferdinando d’Aragona al giureconsulto Antonio Guidano da Galatina, (fino al 1489) per aver servito la sua causa nell’uccisione, avvenuta nel castello di Altamura, dello zio dello stesso re Ferdinando, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo figlio di Raimondello e Maria D’Enghien a quel tempo il più potente signore dell’Italia meridionale. Succesivamente i Bozzi-Corso (dal 1489 ), i Marescallo(dal 1613), i Prato ed infine la famiglia Bernardini furono i feudatari del paese.
Arnesano arte e architettura
Il palazzo marchesale è una gandiosa dimora costruita nel XVII secolo dai Marescallo, ampliata dai Prato, grazie forse all’apporto dell’architetto Mauro Manieri. Nel ‘700 vi era una grande collezione di tele di Serafino Elmo, Emanuele Passaby ed altri artisti salentini, andata oggi irrimediabilmente persa.
Al centro del paese, accanto alla torre dell’orologio, c’è la chiesa dell’Annunziata oggi denominata S. Antonio da Padova. La struttura originariamente medioevale venne ricostruita nel ‘500. Dell’antica fabbrica rimangono le arcate a tutto sesto della navata di sinistra e l’arco centrale;da notare l’altare maggiore di Gabriele Riccardi opera del XVI secolo.
L’attuale matrice, invece, già esisteva alla fine del ‘500. Inizialmente dedicata alla Madonna delle Grazie nel 1720 venne intitolata a Maria SS. Assunta. Della struttura primordiale rimane un altorilievo con la scena della Pietà nella lunetta murata esternamente sul lato destro della chiesa . Nel ‘600 la chiesa è stata ricostruita a croce latina con navata e transetto.
Arnesano tradizioni
Anticamente la protezione del paese era della Madonna dell’Assunta. Tra il maggio ed il giugno del 1848 scoppiò in paese la peste che in breve tempo falcidiò molte vittime. Sembrava che non si potesse far niente, neanche la patrona sembrava in grado d’intervenire. In un estremo tentativo il parroco Don Luigi Briganti decise di portare in processione la statua del Crocifisso. Questa strana processione, che era partita dalla matrice, e che si fermava nelle case più colpite fece gridare al miracol la gente iniziava a riprendersi dal male e tutti constatarono che, per intercessione del Crocifisso, la peste era stata domata. Si era in luglio ed il popolo decise che da quell’anno il nuovo patrono del paese fosse il Crocifisso che ancora si festeggia la prima domenica di luglio per ricordare l’evento miracoloso.
Ancora più interessante da raccontare è la lotta politico-religiosa sorta in paese che sembra uscita dal romanzo “Don Camillo e Peppone” . Tutto inizia nel giugno del 1948, in una delle prime elezioni democratiche della neonata repubblica italiana. Cosa avvenne: don Salvatore Rizzo, un prete anticonformista e non allineato alla gerarchia ecclesiastica, insieme al comitato della festa della Madonna della Assunta inoltra al sindaco una istanza per la costruzione di un monumento dedicato alla Madonna da collocarsi nella piazza centrale. L’iniziativa, seppur benevola, parve a tutti una provocazione diretta al comitato della festa del Crocifisso che proprio quell’anno, pur in occasione del centenario del miracolo della pestilenza domata, non aveva preparato una manifestazione degna dell’avvenimento. Il fatto divenne anche politico perché il comitato della festa del Crocifisso faceva capo all’amministrazione democristiana, mentre quello delle feste alla Madonna dell’Assunta si rifaceva all’opposizione comunista. Il progetto del monumento venne bocciato sembrando chiaro che l’iniziativa più che religiosa era politica . Il paese si spaccò in due blocchi contrapposti “quelli del Crocifisso” i democristiani “quelli della Madonna” i comunisti . Alle elezioni amministrative del 1951 per la gente già schierata non fu difficile fare due liste, naturalmente quelli di sinistra scelsero come simbolo la Madonna dell’Assunta, mentre quelli dello scudo crociato scelsero il Crocifisso. Le elezioni furono vinte dai democristiani che osteggiarono per anni la costruzione del monumento alla Madonna, per i particolari significati politici dell’opera mentre dall’altro lato per anni il comitato insisteva per la collocazione del monumento, fino a che non si capì di abbandonare il progetto di costruire il monumento alla Madonna ed al Crocifisso, di tornare protagonisti solo di messe e processioni e mai più di comizi e campagne elettorali.
autore: <Raimondo Rodia> impaginazione: <Bruno De_Riccardis> |