Favola
E raccontano che lui si trasformò in albero e che fu per scelta sua che si fermò e stava lì a guardare la terra partorire fiori nuovi. Così fu nido per conigli e colibrì il vento gli insegno i sapori di di resina e di miele selvatico e pioggia lo bagnò. "La mia felicità - diceva dentro se stesso - ecco lo trovata ora che ora che sto bene e che ho tutto il tempo per me non ho più bisogno di nessuno, ecco la bellezza della vita che cos'è. Ma un giorno passarono di lì due occhi di fanciulla due occhi che avevano rubato al cielo un po' della sua vernice E sentì tremar la sua radice Quanto smarrimento d'improvviso dentro sé quello che solo un uomo senza donna sa che cos'è e allungò i suoi rami per toccarla. Capì che la felicità non è mai la metà di un infinito. Ora era insieme luna e sole, sasso e nuvola era insieme riso e pianto, o soltanto era un uomo che cominciava a vivere. Ora era il canto che riempiva la sua grande immensa solitudine era quella parte vera che ogni favola d'amore racchiude in sé per poterci credere. |
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