BUONA DOMENICA SOCIAL CLUB
gli anni d'oro della nostra tradizione musicale
Finiva la guerra e, tra macerie ancora fumanti di tristezza e dolore, gli alleati americani riportavano in Italia la pace, regalandoci voglia di vivere e insieme la loro musica: un concentrato di ritmo e sorrisi, che, sulla scia di Glen Miller, Benny Goodman e Duke Ellington, si fondeva prepotente con la nostra tradizione napoletana, rivelando le firme prestigiose dei Maestri Gorni Kramer, Armando Fragna, Armando Trovajoli, Lelio Luttazzi e di importanti cantanti come il Quartetto Cetra, Ernesto Bonino, il Trio Lescano, e, soprattutto, Natalino Otto e Vittorio Paltrinieri, due autentici fuoriclasse.
Sono gli anni delle orchestre da ballo, dei talenti sprizzanti gioia e positività, oltre a una devozione per lo strumento non indifferente… Personaggi come l’abile trombettista Lelio Lorenzetti, elemento cardine nelle formazioni orchestrali di Carlo Zeme, Bruno Canfora, Lino Patruno, Gigi Cichellero, o l’Orchestra di Musica Leggera della RAI, si esibiscono sotto i riflettori prima di tornare a dedicarsi alle incisioni discografiche, in quegli anni fonte inesauribile di lavoro per musicisti e cantanti. Tra i tanti, spicca il nome del batterista Leonello Bionda, "l’uomo dalle migliaia di registrazioni", impegnato in studio quanto sui palcoscenici di cantagiri, Canteuropa, Festival di Napoli, Venezia e del Festival di Sanremo. Come lui, il contrabbassista ancora 19enne, Bruno Crovetto, si fa notare fin dal suo primo Festival di Sanremo dove tornerà spessissimo nel corso di una lunga carriera iniziata incidendo dischi con gli amici Fabrizio De Andrè, Gin o Paoli, Luigi Tenco, Piero Ciampi, Bruno Lauzi, Gianfranco e Giampiero Reverberi.
E magnifici gli anni di Johnny Dorelli, Enzo Jannacci, Sergio Endrigo, di primedonne quali Mina, Ornella Vanoni, sempre affiancati da Crovetto, Bionda e musicisti di grande valore. Senza dimenticare i nomi di Nicola Di Bari, Fred Bongusto, Alice, Giorgio Gaber, Franco Battiato, coadiuvati da professionisti come Gianni Bobbio, autore, chitarrista e flautista apprezzato "sul campo" e altrettanto in studio di registrazione, dove troverà territorio fertile in colonne sonore per piccolo schermo, cinema e pubblicità, collaborando tra l’altro con Giorgio Strehler.
Loro, "valorosi" sperimentatori, entrati in contatto con nuovi generi, si ritrovano al fianco di jazzisti internazionali: tra tanti, Bionda lavora a lungo con Chet Baker, Crovetto si destreggia tra gli altri, col quartetto di Giorgio Gaslini, e il grande sassofonista Paolo Tomelleri affianca Joe Venuti, Tony Scott, Bill Coleman, Red Mitchell, Phil Woods e un lungo elenco dei migliori jazzisti, entrando di diritto tra i migliori clarinettisti operanti sulla scena internazionale jazzistica nel filone del mainstream!
Dopo le illuminate gesta di Modugno e Battisti, tutto è stato cantato, tutto è stato suonato. La musica si è evoluta, ma, finalmente, il guizzo del geniale Maurizio Costanzo intuisce la voglia di tornare ad ascoltare quelle melodie e armonie di una volta, che facevano innamorare, sognare, sorridere. Decide quindi di proporre un gruppo, anzi, il gruppo perfetto per compiere questa divertente ma delicata "missione". E chi se non un Vittorio Paltrinieri in forma smagliante avrebbe potuto impersonare il leader di questa formazione assolutamente inedita? Sì, proprio lui, che raccoglie nel curriculum una vita di successi, ottenuti in Italia e all’estero (enormi i consensi riscontrati durante la sua permanenza in Spagna), come pianista, arrangiatore, ma principalmente come cantante, apprezzato anche quando interpreta il Jazz al fianco di Franco Cerri, Nunzio Rotondo, Gil Cuppini, Gianni Basso. E così, dopo aver preferito per decenni occuparsi di musica nel suo studio di registrazioni sonore, a 80 anni Paltrinieri riprende a cantare grazie ad una voce sempre fresca ed espressiva come agli esordi, quando incideva dischi ancor oggi indelebili nella memoria del pubblico, o come quando affiancava Gorni Kramer in Rai, cantava con Natalino Otto, il Quartetto Cetra, Flo Sandons…
Riflettori puntati sulla purezza di stile dei BUONA DOMENICA SOCIAL CLUB (la cui bandiera si ispira proprio alla trasmissione di Canale 5 che li ha ospitati nel felice rincontro): Bionda, Crovetto, Tomelleri, Bobbio, Lorenzetti e, in testa, Paltrinieri, i campioni dei tempi d’oro, sono di nuovo insieme grazie a Costanzo e la sua "Buona Domenica"!
E non risparmiano emozioni, energie e sorrisi in "Non dimenticar…", un disco genuino e piacevolmente raffinato per rievocare le origini della nostra magnifica musica italiana.
Alessio Primavesi |