SENTIRE DI COSCIENZA Ci capita di incontrare qualche simile che abbia compreso qualcosa di più dalla vita, come faremo ad accorgercene. La calma e i suoi interventi sono misurati in espressioni che vanno collocati al posto giusto e lo sentiamo, perché le sue parole si collocano la dove ci fanno vibrare con il sentimento che si esprime così; ma è vero!E da qui che sappiamo che è vero al passare alla comprensione, passa il sentirci. Il sentirci è quella profondità per la quale le azioni sia belle che cattive, ci avvertono facendoci battere il petto. Il far crescere questo battito che ci avverte, si sente quando batte un attimo prima di consumare l’azione e quindi lo sentiamo in tempo. Chi pensa di non farsi notare da quel battito è un illuso, poiché non è lui che sente il battito, ma è il battito che sente lui, perché questo battito è la coscienza che è la parte più sviluppata dell’essere umano e quindi sente a prescindere da noi che ci dobbiamo riconoscere con lei, sta tutta rinchiusa qui l’evoluzione di coscienza, il resto poco conta se non ha il fine di ampliare la coscienza, e più ci si mette in condizione di accelerare questa coscienza, più ci si unifica con essa e tutto è più sopportabile perché è compreso. Quando, il sentirsi è quotidiano, lo si nota spontaneamente, poiché lo si nota su chi ti è vicino, diventa piacevole, ma ci vuole tanto tempo, e, chissà perché una dose di sofferenza. Dicono che la sofferenza sia l’unica macerazione per mettere in condizioni l’essere umano, meglio è sostenere che la nostra provenienza dal piano animale ci ha messo in condizioni che in noi ci sia ancora dell’animale, e il nostro corpo fa ancora parte del piano animale, e le leggi della natura lo sballottano di qua e di là. E’ logico dire, che il tutto non può riconoscersi in lui se non avesse la sofferenza che serve a formare la coscienza, e qui possiamo notare come molti individui siano suggestionati dalle leggi della natura, ma sopra a tutto dalle leggi del piano animale che sono un passo dietro al piano dell’essere umano, poiché quest’ultimo è dotato dell’intelletto e quindi il suo piano mentale è più sviluppato dei piani sottostanti. Il sentire proviene dal quella parte dell’essere umano per la quale ci sentiamo di esistere, tutti quanti hanno la vita sul pianeta, a qualsiasi livello sia la sua coscienza, si sentono di esistere. Certo è che per noi il sentirsi di esistere scaturisce sentimenti che negl’animali sono appena percettibili, mentre noi possiamo diminuirlo o amplificarlo con un pensiero che è molto meno limitato di chi abbia un corpo, sul piano animale, diverso dal nostro, e quindi non pensiate che tutto stia nelle nostre mani, cioè, che la nostra libertà abbia potere su quanto decidiamo di fare, l’illusione sta proprio lì, noi tutti abbiamo quanto ci serva per ampliare la coscienza è questo l’unico scopo della vita nostra e se vi pare che una decisione l’avete presa con tanta libertà, be, questo è un problema da risolvere. Vero è anche che più la coscienza si riconosce nel prescindere dalle leggi della natura, e per tanto dal piano animale, più il suo sentirsi fa sì che l’uomo si senta più leggere e quindi più libero. In questa libertà, sta il fatto di essere a conoscenza, e quindi di aver compreso, che l’ampiezza ottenuta, lo rende consapevole del movimento che lo avvolge, e farà di tutto per comunicarlo alla sua specie.
di isaefrenk
|