| Mani sudate,testa vuota e visceri in subbugli...il timore degli esami può trasformarsi in una forma d'ansia e sconfinare in uno stato depressivo.
Molti sono e sono stati gli studi sulla popolazione studentesca sia italiana che estera:i risultati parlano di un incidenza sempre maggiore, soprattutto nelle ragazze.
Una approfondita ricerca su oltre 400 studenti di una università parigina, a 10 giorni prima dell'esame, rileva:
- 26 %di depressi
- 20 % di ansiosi
di cui 83 % sono studentesse.
Si fa strada una ipotesi: il passaggio dalla vita liceale, ancora sottoposto al controllo della famiglia, a quella di studente universitario, che almeno in parte comincia a gestirsi sotto la propria personale responsabilità é a sua volta fonte di tensione e di depressione. Per molti giovani é la prima occasione in cui devono lasciare l'ambiente familiare per assumere i nuovi ruoli connessi alla loro autonomia
Gli studi precedenti, condotti su studenti universitari o liceali, focalizzavano l’attenzione soprattutto sulla depressione. Nel 2002 il gruppo diretto da Henry Chabrol dell'Università di Tolosa ha svolto una maxi- indagine che ha rilevato che su 2000 liceali, il 10 % dei ragazzi e il 24 % delle ragazze erano depressi.
Un anno dopo M. G. Carta, dell'Universitá di Cagliari, ha registrato un 14 % di depressi tra i ragazzi e le ragazze tra i 18-24 anni.
Riflessioni
I risultati di tutti gli studi rilevano che il problema depressivo diminuisce gradualmente con l'avvicinarsi del traguardo finale. Da ciò nasce la domanda: è possibile che il successo negli studi faccia scomparire la paura di un brutto risultato? Guarisce la “malattia da esami”? Per saperlo bisognerebbe seguire per anni alcuni gruppi di studenti in modo da controllare se davvero le loro reazioni di angoscia migliorano con i risultati positivi. E’ possibile che negli anni si verifichi quasi una selezione naturale che permette di proseguire gli studi solo agli studenti che si adattano meglio alle condizioni stressanti degli esami.
Come superare un esame?
Non ci sono ricette assolute ma secondo il parere illustre di molti psicologi è necessario:
- approccio psicologico all'esame (il modo migliore per superare l’ansia è da esame è data dal sentirsi preparati). Se arriva l’attacco di panico, utilizzare semplici ma efficaci tecniche di rilassamento come la respirazione. Visto che la paura nasce dall’ignoto, è molto utile avere una idea precisa di come si svolgerà l’esame, fare delle prove generali, parlare con chi l’ha già sostenuto. Allontanarsi dai compagni particolarmente ansiosi o agitati perché si tratta di emozioni contagiose.
- Alimentazione(durante la preparazione all’esame non sovraccaricarsi perché il fabbisogno energetico è minore: se si sovraccarica il cervello con un processo di digestione difficile si sottrae il rendimento intellettuale e si aumenta la sonnolenza)
- attivitá sportiva (una grossa attività psichica e psicologica necessita uno sfogo fisico di movimento)
- alla famiglia (evitare un clima di ansia ed aspettativa sul figlio che deve affrontare un esame. Non caricare emotivamente per non creare un clima di competizione e drammatizzare l’evento)
Se nasce il problema...
Le reazioni ansiose durante gli esami possono rappresentare un handicap considerevole per gli studenti, ma non sono insormontabili. Esistono piccoli stratagemmi…come quelli espressi sopra. Ma se il problema perdura e appare troppo grande per riuscire ad affrontarlo da soli, la psicologia dispone di strumenti efficaci per superare queste difficoltà. Esistono interventi mirati: terapie cognitive e comportamentali con le quali si desensibilizza lo studente nei confronti della sua ansia ponendolo, per esempio, in una situazione di esame simulato in cui si abitua a rimanere concentrato e a controllare i sintomi fisiologici. Attraverso questo intervento non solo non si interrompono gli studi ma si arriva più sicuri alla meta, evitando una serie di insuccessi.
Sicuramente bisogna aver fiducia nel cambiamento, aprirsi agli altri senza restare confinati nella cerchia familiare, in cui spesso non si fa che ripetere: “eppure questo ragazzo si dà da fare, non è normale né giusto che alla fine non ottenga risultati”. Se nel mondo scolastico o accademico non ci si rende conto o non ci si accorge nello studente ansioso o depresso in aule affollate di individui che urlano, è necessario per il singolo che si renda conto della difficoltà trovata, la accetti e si faccia aiutare da persone competenti per ottenere i giusti risultati che cerca e che deve trovare.
Giugno 2005
A cura di: Barbara Colacchia
Bibliografia
Bouteyre E. “Aiuto gli esami” Mente e Cervello n 15 aa III 2005
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