A cura della Dott.ssa Barbara Colacchia
Le infezioni vaginali sono infiammazioni della vagina (a volte estese anche alla cervice uterina, cioè al collo dell'utero) causate da uno o più agenti infettivi, identificabili in microrganismi patogeni di diverso genere e specie.
Le perdite vaginali e il prurito, sintomi cardine di una vaginite, costituiscono, al pari dei disturbi del ciclo mestruale, un motivo frequente di consulenza ginecologica. Le perdite vaginali patologiche sono generalmente grigiastre, biancastre o giallastre e vanno differenziate dalla secrezione vaginale fisiologica, generalmente piuttosto chiara, trasparente, mucide. Manca generalmente il sintomo generale della febbre. La mucosa di solito appare arrossata ed edematosa.
La secrezione vaginale fisiologica:
a) è prodotta in entità variabile da donna a donna, anche a seconda di razza ed etnia;
b) è scarsa quando vi è poca stimolazione ormonale estrogenica, come avviene prima della pubertà e dopo la menopausa;
c) è più abbondante a seguito di stimolazione sessuale o emotiva, in corrispondenza dell'ovulazione e in corso di gravidanza, quando la quota di estrogeni circolanti è elevata;
d) infine una condizione particolare di aumento della secrezione vaginale in senso non patologico è rappresentata dall'assunzione di contraccezione orale ormonale: alcune volte le secrezioni vaginali durante l'uso di contraccettivi orali sono abbastanza marcate tanto da simulare una qualche forma di vaginite.
Inoltre in condizioni normali, la vagina ospita al suo interno alcuni microrganismi non patogeni (innocui, non causanti infezione) o solo potenzialmente patogeni ma normalmente non attivi. La normale "flora" microbica è formata da:
- Lactobacillus acidophilus, comunemente detto lattobacillo, batterio molto importante nel regolare il grado di acidità vaginale (normalmente il pH è intorno a 4.0) nonché l'entità della restante flora microbica;
- Difteroidi, anch'essi batteri;
- Staphylococcus epidermidis;
- Streptococchi di varie specie;
- Escherichia coli (tipico batterio a provenienza intestinale);
- Vari batteri anaerobi;
- Candida albicans, un fungo (o meglio un lievito) presente nella vagina del 25% delle donne asintomatiche;
L'ambiente piuttosto acido con pH = 4 è il risultato di buon equilibrio tra germi e ambiente (equilibrio necessario ed indispensabile) e previene l'eccesso di crescita di germi patogeni.
Quando i patogeni intervengono in quantità elevata o quando intercorrono malattie (diabete, malattie generali debilitanti) o terapie (antibiotici, immunosoppressori) che alterano l'equilibrio dell'ambiente vaginale insorge un'infezione sostenuta da uno o più agenti.
Ma è da ricordare che tra le cause predisponesti ci sono: fattori irritativi locali (deodoranti e abiti attillati, scarsa igiene intima), carenze estrogeniche (con riduzione dello spessore vaginale).
In condizioni patologiche si possono ritrovare:
- Tricomonas vaginalis: causa il 15-20 % delle vulvovaginiti, vive a pH acido e temperatura compresa35-37 °C
- Candida albicans
- Mycoplasma hominis
- Gardenella vaginalis coccobacillo di piccole dimensioni pleiomorfo anaerobio facoltativo
- Virus erpetici
- Entamoeba histolytica
- Elminti (Enterobius vermicularis…)
- Ectoparassiti (Sarcoptes scabiei…)
Il primo passo diagnostico è, con la visita ginecologica, valutare se vi siano prurito e/o bruciore accompagnati da segni di vaginite e/o cervicite (osservando rispettivamente le mucose della vagina e del collo dell'utero con lo speculum).
Il secondo passo diagnostico è rappresentato dal tampone vaginale per ricercare i germi maggiormente sospettati nel primo passo. Il tampone vaginale è un prelievo del secreto vaginale effettuato grazie ad un bastoncino cotonato lungo e sottile che è possibile inserire nella vagina senza alcuna divaricazione genitale. Solo in caso di cervicite (vedi più sotto) il tampone viene eseguito a seguito della divaricazione con uno speculum per poter prelevare il secreto dal canale cervicale.
Ogni microrganismo, oggetto di sospetto diagnostico, richiede un tampone specifico che va esaminato con una procedura sua propria. Ad esempio, il materiale prelevato con il tampone può essere esaminato subito "a fresco" (ad esempio per certi batteri o per la Candida) oppure posto in un mezzo di coltura specifico per far crescere il germe sospettato.
La prognosi è generalmente buona, tranne nei pazienti particolarmente defedati ( es. la vaginite da Candida può rappresentare il punto di partenza per forme sistemiche). Particolare attenzione deve essere data alla cura delle infezioni sessualmente trasmesse.
Le vaginosi batteriche sono particolarmente pericolose in gravidanza perché possono causare la rottura prematura delle membrane, il travaglio anticipato ed endometrite puerperale. |