|
Ostiglia: successo della mostra dell’artista Dante Spelta
Fino al 1 gennaio nella Sala delle colonne del Municipio di Ostiglia (Mn) rimarrà visibile la personale di pittura dell’artista Dante Spelta. Il vernissage si è svolto domenica 18 dicembre con il prologo del sindaco Carla Salvatori, la quale ha rimarcato la levatura internazionale dell’autore, e il saluto dell’assessore alla Cultura Franco Chiavegatti, che ha evidenziato come questa antologica rappresenti una tra le manifestazioni più qualificanti del dicembre ostigliese 2005 e rievochi a distanza di 18 anni l’ultima mostra del pittore in tale sede abbinata alle opere del padre Quintilio, quindi sia una summa dell’attività artistica di Dante Spelta. Questo grande accademico dopo svariate specializzazioni in scultura, pittura e mosaico si è diviso tra lo studio-laboratorio nella Città di Nepote, l’insegnamento presso il Liceo Scientifico e le Scuole Medie Ostigliesi, l’attività editoriale sia per la Mondadori che per la “Gazzetta di Mantova” e la direzione dell’Associazione Culturale “La Tavolozza” che pubblica il periodico “Notizie Arte”, e soprattutto svariate antologiche in vari stati europei. Dal ’99 è inserito nel Dizionario Enciclopedico dedicato agli artisti dei secoli XIX e XX edito da Sartori (Mn). La mostra di Ostiglia con headline “Ritratti e paesaggi” tra pastelli, olii, carboncini e lapis, propone un iter iconografico che si dipana attraverso 48 tele, in cui l’autore abbraccia appunto due tipi di generi artistici: il ritratto realistico in prevalenza di carattere privato- anche se non manca la ritrattistica ufficiale con la tela dedicata a papa Giovanni Paolo II inserita nel frontespizio dei santini della Divina Misericordia e il quadro dell’amico Arnaldo Mondadori- e il paesaggio, che ha come contenuto principale vedute padane in riva al Po o scorci di lago o di Bosco Fontana. Spelta eccelle nelle effigi umane, in quei volti fotografici che alla maniera di Velàzquez non sembrano in posa ma colti, a volte ex abrupto, nella loro spontaneità e naturalezza. Nelle figure esplode quella vitalità e quell’umanità secondo il verbo caravaggesco con un idioma espressivo che gioca sapientemente con il chiaroscuro. Lo studio della fisionomia con il linguaggio degli sguardi ha citazioni leonardesche nel trionfo del volto quale riflesso della mente e realizza l’ideale oraziano “ut pictura poesis”. Ma questa antologica non sarebbe una pagina completa di storia dell’arte senza i sublimi panorami di Spelta, che sono costruiti una cifra stilistica diversa e danno il sentore della sua duttilità tecnica e della potenza espressiva del suo codice cromatico. Sono paesaggi intimi, alternati nel fluire delle stagioni, tra tramonti nella neve velati di rosa o di algide tonalità di grigio e vissuti a pieno come Monet, il quale pure stava ore al freddo per rendere dal vero gli effetti di luce sulla coltre bianca, ma sono anche le primavere alla Fontanesi o gli autunni alla Sisley, dalle diverse profondità tinte da colori freddi.
marilena buganza |