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Mirandola:convegno sul Distretto Biomedicale:le grandi cifre e le dinamiche in atto.
Mercoledì 2 marzo a Mirandola nella Sala Granda del Palazzo Municipale si è tenuto un importante convegno dal tema "Biomedicale.uno sguardo sul futuro",patrocinato dall'Unione Comuni Modenesi dell'Area Nord e da una cordata di enti ed istituzioni pubbliche assieme ad associazioni private a livello provinciale.Nel Distretto Mirandolese un buon 20% degli occupati consta di extramuros e circa la metà parla il mantovano,fatto testimoniato anche dalla presenza del sindaco di Poggio Rusco Lotti.A ciò si aggiunga che il comparto biomedicale della terra di Pico ha numeri importanti,tanto che nel mondo è secondo solo a quello di Minneapolis,infatti conta 74 imprese di produzione,con un'occupazione pari a 4256 addetti.Qui fin dagli anni '60 si sono insediati i più importanti gruppi a livello mondiale e il 40% della produzione complessiva fa capo a multinazionali del calibro di Gambro,Fresenius,B.Braun,Mallinnkrodt-Tyco,Baxter(rilocalizzata nel 2004),mentre un'analoga quota di fatturato si può far risalire alla piemontese Sorin,la quale controlla due delle prime 4 aziende del Distretto:Dideco e Bellco,con oltre 1.000 addetti.La specializzazione del polo Biomedicale mirandolese è ancorata alla dialisi,mentre gli altri 3 settori più importanti restano la cardiochirurgia,la trasfusione,l'anestesia e la rianimazione.Considerando i tipi di prodotti offerti alla clientela si possono individuare 4 tipi di aziende:produttori di macchine elettromedicali,di componenti per disposable (prodotti monouso sterili nel settore plastico),di disposable finiti ed imprese che offrono sia apparecchiature che disposable.Dopo il preludio del dr.Carlo Marchini,presidente dell'Unione Comuni Area Nord del Modenese,Maino Benatti,assessore all'Economia e Promozione del Territorio del Comune di Mirandola ha esplicato le coordinate dell'attuale crisi economica.Poi la ricercatrice dott.Daniela Bigarelli della R&I srl (Ricerche e Interventi di politica industriale e del lavoro di Carpi),ha illustrato i risultati della terza rilevazione sull'Osservatorio del distretto Biomedicale."In tale comparto.-ha detto-Modena ha due primati:il numero di occupati (raccoglie il 32% dei lavoratori a livello nazionale,seguita dalla Lombardia con il 27%)ed il valore dell'export (oltre 306 milioni di euro pari al 19,3% delle esportazioni italiane,scavalcando dal 1999 Milano).Il preconsuntivo relativo al 2004 mostra una tenuta rispetto ai livelli del 2003 sia per numero di imprese che per l'occupazione,mentre il fatturato delle vendite è di 633 milioni di euro,con un aumento del 2%.In termini di valore della produzione ,se nel triennio 1997-2000 la crescita del settore era trainata solo dalle esportazioni,il 2003 fa invece rilevare un risultato negativo per l'export del 3,7%.Rallenta la crescita dunque e non conosciamo i contorni di tale fase.Le imprese finali che mostrano tassi di crescita più elevati sia sul mercato interno che estero sono quelle di piccole dimensioni con meno di 50 addetti,seguite dalle aziende medie dai 50 ai 249 occupati,che prevedono un aumento più elevato delle vendite in Italia.Il 61% delle imprese finali pensa di incrementare i volumi prodotti nei prossimi 2 anni,mentre 1/3 delle industrie prevede un incremento dell'occupazione e nuovi investimenti.Le aziende maggiori (oltre i 250 addetti) evidenziano un quadro improntato alla stabilità riguardo ai volumi prodotti e agli investimenti,però per l'occupazione si prevede una tendenza al calo in 2 imprese.All'interno di un regime di media-elevata concorrenza,le difficoltà espresse dalle industrie finali del polo biomedicale mirandolese si riferiscono alle risorse finanziarie,ad impasse ad entrare su nuovi mercati esteri e a rinvenire manodopera qualificata.Il sostegno all'attività di ricerca e innovazione del prodotto e l'ampliamento di mercati esteri di sbocco,sono i due ambiti prioritari d'intervento". Il dr.Stefano Concetti,direttore ospedaliero provinciale dell'AUSL di Modena ha quindi spiegato il "Quality Center network", ossia la rete al servizio del Biomedicale,ed ha poi relazionato sui progetti di telemedicina.Di seguito il prof.Giuseppe Torelli,preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Modena e Reggio Emilia è intervenuto sulla formazione e sulla ricerca nel comparto biomedicale.Quindi il dr. Paolo Mazzali,direttore di Arpa di Modena,ha parlato del progetto del nuovo Centro di Documentazione Ambientale,illustrando un vero e proprio bilancio ambientale,espunto dall'analisi dei cicli produttivi aziendali.La dr.Nazzarena Bernardi,direttrice del Centro Professionale di Formazione Iride,ha introdotto "Biomod",ossia la pianificazione strategica della formazione professionale nell'ambito del Biomedicale.Mentre il dr.Paolo Minozzi del CNA e l'assessore provinciale ai settori economici dr.Morena Diazzi assieme all'assessore regionale alle attività produttive dr.Duccio Campagnoli han ribadito come le istituzioni primarie siano al fianco del territorio ma come pesino molto di più le politiche regionali e nazionali.
Marilena Buganza
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