Anno Domini 2007 durante il giorno del Signore 18 marzo
1 maggio 2006 -Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace- "Abbiamo deciso di contribuire ad aiutare chi nulla chiede e niente ha.
- Padre Giorgio Abram, frate minore conventuale, è missionario in Ghana ormai da trent’anni. Persona schiva, ha un passato ricco di esperienza e un primato insospettabile: è l’uomo che ha contribuito a sconfiggere la lebbra nel Paese, non solo con le armi della medicina, ma abbattendo i pregiudizi e la ghettizzazione dei malati. Un lavoro che gli è valso il Premio Raoul Follereau. Anni fa, alle radici del progetto che vi presentiamo, padre Giorgio non avrebbe mai immaginato che un altro avversario lo stesse aspettando. «Un professore dell’Università di Genova – racconta – mi chiese di mostrargli casi di Ulcera del Buruli. Mi informai dal Ministero dove potevo trovare i malati. Mi indicarono Amasaman, nel distretto rurale di Ga, estremo Sud del Paese All’epoca padre Abram non conosceva la malattia. Rimase impietrito quando incontrò un bambino seduto di fronte a una capanna. Un’ulcera sullo zigomo destro. Il ventre coperto da un panno. La mano sinistra fasciata, la destra che scacciava le mosche con aria rassegnata. «Spostai il panno che aveva sul grembo. Gambe e piedi erano devastati dalle piaghe». Un’espressione di sgomento attraversò il viso di padre Giorgio, il quale chiese ai genitori: «Cosa fate per questo bambino?». Inaccettabile, in un primo momento, la risposta: «Alla sera lo portiamo dentro, e al mattino lo mettiamo a sedere fuori». L’Ulcera del Buruli, così chiamata dal nome della città ugandese in cui fu diagnosticata la prima volta, è causata da un micobatterio simile a quello della tubercolosi e della lebbra, che prolifera nell’acqua stagnante. È diffusa in varie parti del mondo, ma interessa in modo particolare i territori del Golfo di Guinea. La malattia colpisce soprattutto i bambini. Inizia con un nodulo non doloroso che progressivamente si ulcera, distrugge i nervi, ostruisce i vasi linfatici. Trattandosi di una malattia con tante cause ambientali e culturali, si iniziò a lavorare su più fronti: la bonifica delle aree acquitrinose, la costruzione dei pozzi per l’acqua, ma la cosa più importante fu coinvolgere gli sciamani, i guaritori locali, un po’ medici un po’ intermediari con la divinità, e farli sentire parte integrante di questa lotta. Il nostro primo intervento è avvenuto il 28 giugno. La responsabile aiuti uminitari dr.ssa Vicenzina Basciu, in rappresentanza della presidenza, presieduta da Don Francesco Maria Mariano, ha consegnato farmaci di classe A, per un valore di circa 14.000,00 euro. Attualmente siamo impegnati a trovare sponsor, per la costruzione di un reparto di 40 posti letto, riservato ai bambini malati di ulcera del Buruli, presso l’ospedale di Dunkwa, cittadina del Sud, in piena foresta equatoriale. Una piccola goccia unita ad altre forma l'oceano e la nostra fede Cristiana ci sprona a non abbandonare. Vicenzina Basciu
Link: http://cavalieridellacristianitaepace.blogspot.com/
Reposnsabile aiuti umanitari D.ssa Vicenzina Basciu Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace |