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OSTIGLIA: CEVOLI ASSESSORE CANGINI PER BENEFICENZA
Metti una sera a cena con Paolo Cevoli, metti che si fa beneficenza alla Casa del Sole (una prima tranche di 1.000 euro è stata consegnata all’avvocato Paolo Baboni del c.d.A dell’Istituto di Curtatone), metti che c’è tanto da ridere, metti uno show pirotecnico finale. E’stata questa la ricetta della gran soirèe ambientata nella cornice del Ristorante “Doria” di Ostiglia giovedì 7 giugno, patrocinata dal Circolo della Libertà Dodici Dieci, Associazione del Basso Mantovano che si ispira alla democrazia liberale e che annovera 50 aderenti. E’ una tappa del “Ridiamoci sopra Tour”, appendice di Zelig con matador d’eccezione Paolo Cevoli in tandem con il barzellettiere Kulz, dove si coniugano satira e politica. Sì, perché l’assessore Palmiro Cangini esiste davvero nella realtà delle piccole Amministrazioni e avrà per sempre quella faccia spassosa e lo slang romagnolo di Paolo Cevoli, il polare comico legatissimo a questa macchietta. Tra promesse di Case Chiuse Municipali (Chiavodromi Comunali nella fattispecie) e idee di parchi tematici come Gnoccaland, è emerso che quello di assessore è un mestiere di risulta, scelto da chi prima le ha provate tutte....Nella realtà il cabaret è il suo hobby, mentre il suo lavoro consiste nell’ideazione e gestione di formule innovative nella ristorazione. “L’hobby è diventato un lavoro, è stata una vocazione adulta la mia. Ad un certo punto sono approdato a Zelig, che è diventato un fenomeno di culto. In realtà nella vita sono una persona normale, non sono un animatore. Nella prossima edizione di Zelig a ottobre farò me stesso”. Qual è l’elisir del successo di Zelig? “ Consiste nel fatto che è uno spettacolo dal vivo, con un pubblico vero, pagante a differenza di tutti gli altri programmi comici. Zelig ha portato il cabaret in Tv e da tendone è divenuto varietà. Gli altri format usufruiscono di questo successo, sono un po’ in scia. Zelig è come la pubblicità, se la fai hai grande visibilità, ma conta la qualità è quella che vende altrimenti dopo due anni il pubblico ti abbandona”. Che fine faranno Lothar il sostituto e Teddy Casadei? ”Lothar è un interinale. In realtà i miei personaggi sono l’esasperazione di ciò che sono io, la comicità ha bisogno di vestire i panni di altri”. La realtà è comica o la comicità è reale? ”Nella realtà c’è tutto: comicità, tragedia, dramma, eroicità, quello che cambia è la capacità di cogliere alcuni elementi della realtà che tutti vedono e che fanno ridere. La comicità è un istinto che uno ha, è un talento ma va coltivato”. Cosa c’è in cantiere? “Sto finendo un libro con il giallista Patrik Fogli, è una storia ambientata a Miami che gioca con i parallelismi con la Romagna, è un romanzo che è divenuto una spy story”.
Marilena Buganza |