Stazione ittiologica di Peschiera del Garda gestita dalla Provincia di Brescia
di Luigi Del Pozzo Continuerà anche per la prossima stagione di raccolta ed incubazione delle uova di coregone, o Lavarello, l’utilizzo dell’impianto ittiologico di Peschiera del Garda che la Provincia di Brescia, settore pesca, ha in utilizzo da molti anni. La conferma arriva dallo stesso Assessore provinciale alla Caccia e Pesca, Alessandro Sala, che, nella mattinata di oggi, (martedi) ha visitato la stazione ittiologica incontrando alcuni rappresentanti veneti. Tra l’altro è stato confermato che la struttura, che sorge ai bordi del fiume Mincio, è di proprietà della Regione Vento e quindi con questi esponenti nei prossimi giorni l’assessore Sala si dovrà incontrare per definire l’intera operazione per l’utilizzo della struttura che, grazie all’opera dei responsabili del settore pesca di Brescia, ha permesso negli anni passati il salvataggio ed il ripopolamento, di una delle specie ittiche più apprezzate del lago di Garda: il Coregone. Non solo proprio dall’utilizzo di questa struttura ogni anno, e da diversi anni, sono state raccolte e portate alla maturazione oltre 120 milioni di uova all’anno che hanno prodotto, per ogni stagione di raccolta, circa 40 milioni di avannotti con i quali non solo si è attuato un importante ripopolamento del lago di Garda ma, molti milioni di avannotti, sono stati seminati, con successo, anche nel lago di Iseo. Nello stesso incontro sono state valutate anche alcune norme che andranno a far parte di quel regolamento della pesca professionale in fase di redazione che interesserà la parte bresciana del lago di Garda. Da parte veneta analogo regolamento dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni. Vale la pena di sottolineare, come del resto ricordato anche nel corso dell’incontro di Peschiera, che presso questa stazione ittiologica sono state portate a compimento alcune eccezionali campagne di incubazione che hanno permesso la raccolta di circa 10 milioni di uova di carpione, specie ittica presente unicamente nelle acque del Garda, la cui prelibatezza delle carni è stata osannata da molti personaggi non solo degli ultimi decenni ma anche nei secoli scorsi. Una presenza di cui il Malfer, nel suo “Il Benaco”, edito nel 1927, scrisse “che per importanza economica il carpione deve essere oggetto della massima cura da parte di quanti mirano al miglioramento del Benaco”. Per quanto riguarda invece le nuove strutture che dovranno sorgere in provincia di Brescia Sala ha confermato di proseguire nella linea tracciata dai suoi predecessori portando avanti il progetto della nuova struttura di Desenzano, prendendo in considerazione anche il recupero di un edifico in quel di Gargnano, mantenendo in funzione, nello stesso tempo, anche quello oramai storico di Peschiera del Garda.
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